Provincia, adesso parla il commissario
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Provincia, adesso parla il commissario

Di pochi giorni fa la conferma del dottor Alberto Ardia all'incarico di Commissario Straordinario della Provincia di Asti fino a giugno, quando il Governo conta di portare a termine la riforma

Di pochi giorni fa la conferma del dottor Alberto Ardia all'incarico di Commissario Straordinario della Provincia di Asti fino a giugno, quando il Governo conta di portare a termine la riforma delle Province con il passaggio ad una gestione fatta con l'assemblea dei Sindaci. «Auspico che per quella data tutto sia pronto e si arrivi alla definizione di una riforma avviata oltre due anni fa ?commenta il dottor Ardia, sottolineando che ? non c'è nessuna abolizione della Provincia, ma si tratta sicuramente di un primo passo verso un nuovo assetto istituzionale necessario. Una riforma che deve essere portata a termine anche per recuperare la credibilità dei cittadini verso le istituzioni». Sei mesi davanti per portare a termine la "gestione" amministrativa e non politica di un ente che sovrintende a circa 220 mila abitanti. E per proseguire una spending review che consenta di mantenere i conti in equilibrio.

A partire dal personale interno preoccupato per la ridistribuzione dei carichi di lavoro al termine dei 40 prepensionamenti di cui non è prevista sostituzione.
I 40 prepensionamenti legittimati dalla legge ex Fornero faranno calare le spese correnti dell'Ente dando possibilità di maggiori investimenti per la collettività. Non è un effetto immediato, ma è una prospettiva attendibile. Per quanto riguarda i carichi di lavoro di chi rimane, sicuramente nella riorganizzazione post giugno, quando verranno chiariti i servizi e i compiti affidati al nuovo ente, sarà sicuramente ricercato il più efficiente posizionamento per tutti. L'importante è che a fronte dei servizi richiesti vi siano adeguate risorse a disposizione.
Trasporti extraurbani: un settore che non è di diretta competenza della Provincia, delegata dalla Regione, ma che sta mettendo in ginocchio una larga parte di lavoratori e studenti pendolari del territorio oltre a mettere in ansia aziende e dipendenti ad ogni stipendio. Cosa può fare un commissario per migliorare l'attuale situazione?
Io stesso sono un pendolare da Piacenza ad Asti e vivo in prima persona questi disagi. Prima riuscivo a viaggiare in treno, oggi devo ricorrere più spesso all'uso dell'automobile. Fino a giugno dovrebbe essere assicurato il servizio così come è organizzato attualmente, ma è necessario che la Regione intervenga e ponga rimedio alle sofferenze e ai disagi degli utenti. Sofferenze e disagi che intendo riferire direttamente all'assessore regionale al quale ho chiesto un incontro ancora da fissare. Andrò in Regione a parlare di trasporti insieme a diversi sindaci dell'Astigiano pronti a chiedere una maggiore attenzione verso l'utenza dei servizi di mobilità pubblica.

Altro fronte aperto quello della dismissione di alcuni immobili della Provincia per far cassa. Con la messa in vendita del magazzino di via Palestro, però, il Banco Alimentare rischia di rimanere senza sede né magazzino.
Abbiamo una soluzione pronta. Domani incontrerò il sindaco di Castello d'Annone per definire la proposta di usare l'ex base aeronautica per ospitare sede e magazzino del Banco Alimentare oltre ad alcuni mezzi della Provincia. L'area così vasta, per essere sottratta al degrado, potrebbe anche offrire lo spazio per un polo di formazione del volontariato e della protezione civile.
Prosegue invece l'opposizione del Comitato spontaneo di cittadini alla costruzione della centrale idroelettrica sul Tanaro che ha trovato sponda e sostegno nel Comune di Asti nonostante la Provincia abbia già approvato il progetto.
Ogni volta che nasce un Comitato di cittadini contro una decisione pubblica, o l'istituzione non ha lavorato bene oppure c'è qualcuno in cerca di visibilità. L'approvazione di quel progetto è contenuta in un atto amministrativo inattaccabile e perfettamente legittimo sul cui percorso ho vigilato e controllato personalmente.

Abbattimento di piante secolari lungo le strade provinciali: una polemica nata questa estate e culminata con la protesta a Montafia. La Provincia fermerà i tagli?
Non abbiamo i soldi per gli esami strumentali più approfonditi sullo stato di salute degli alberi ma abbiamo la responsabilità di tutela ed incolumità di persone e automobilisti. Verranno adottate tutte le cautele e le attenzioni possibili, ma il piano di abbattimenti verrà portato avanti. Con l'impegno a ripiantumare in zone consentite varietà di alberi che possano anche rimediare ai danni ai tartufai.

Una parte di agricoltori ha annunciato che scenderà in piazza con i trattori per protestare contro la Cosap, la tassa sui passi carrai applicata solo in Provincia di Asti.
Intanto non siamo l'unica provincia in Italia ad averla applicata, c'è anche Biella. Inoltre si è trattato di dare attuazione ad un regolamento già esistente e non si può tornare indietro, visto che è stata iscritta a bilancio. Nonostante siano state recepite molte delle istanze del mondo agricolo, anche al di là del consentito.
Alla scadenza del suo mandato, giugno, dovrebbe arrivare anche la decisione dell'Unesco. Se fosse un sì sarebbe un bel regalo d'addio.
Sarei veramente fiero se uno dei miei ultimi atti da commissario riguardasse l'ottenimento del riconoscimento dell'Unesco perché si tratterebbe di una grandissima opportunità attrattiva per tutto il Piemonte.

Daniela Peira

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