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Quattro centri di interesse
dal volontariato al teatro

Per ora sono chiamati “centri di interesse” i quattro poli oratoriani che dovrebbero nascere nei prossimi anni in città. Una espressione volta ad evidenziare gli obiettivi che si propongono di

Per ora sono chiamati “centri di interesse” i quattro poli oratoriani che dovrebbero nascere nei prossimi anni in città. Una espressione volta ad evidenziare gli obiettivi che si propongono di raggiungere e il ragionamento alla base che si sta facendo a livello diocesano.

«Alla luce della nota pastorale “Il laboratorio dei talenti”, diramata dalla Cei (Conferenza episcopale italiana), e degli spunti di riflessione che arrivano dall’Anno della fede in corso – spiega don Carlo Rampone, responsabile del servizio di Pastorale giovanile – a livello diocesano si sta discutendo su come modificare la funzione e l’organizzazione degli oratori cittadini alla luce dei cambiamenti che caratterizzano la società, delle nuove esigenze che emergono da famiglie e ragazzi, e dalla scarsità di forze della Chiesa stessa, che impone alle parrocchie di lavorare in rete per ottenere migliori risultati. Un’idea, in questo senso, potrebbe essere quella di costituire quattro centri di interesse per la zona cittadina: uno all’oratorio di Santa Maria Nuova, di riferimento per il centro; uno all’asilo Anfossi, recentemente rilevato dall’Opera Pia Milliavacca, che fa parte della Diocesi, di riferimento per la zona San Martino – San Rocco; uno a Santa Caterina, di riferimento anche per tutta l’area della Cattedrale, anche alla luce dei possibili utilizzi del palazzo del Michelerio; uno che comprende Don Bosco e Nostra Signora di Lourdes (Toretta), che però continuerebbero a gestirsi separatamente, di riferimento per le periferie. In particolare la Torretta, con l’avvento, a fine luglio, del parroco don Paolo Lungo in sostituzione di don Italo Francalanci (che andrà missionario in Brasile), potrebbe coinvolgere anche la vicina zona frazionale, dato che don Lungo è l’attuale parroco di Casabianca, Montegrosso Cinaglio e Revignano».

In tale ambito la Diocesi sta anche pensando di identificare ciascun polo con una attività predominante. «Non è detto – continua – che tutti i centri di interesse dovranno svolgere “in toto” le attività previste. Si potrebbe pensare, infatti, ad una sorta di “specializzazione” per ciascuno: un polo potrebbe essere dedicato alla catechesi, rivolta ai giovani dai 20 anni in su e agli adulti; uno incentrato sulle attività caritative e sul volontariato; uno sulle attività ricreative e artistiche (canto, teatro); e l’ultimo sulla Pastorale del lavoro in quanto la Chiesa, a partire dal progetto nazionale “Policoro”, si sta impegnando a diffondere tra i giovani lo stimolo ad essere protagonisti del loro futuro professionale, sostenendo la creazione d’impresa e la riscoperta del mestiere artigianale, veicolando al contempo i valori cristiani della fatica e del lavoro “dal volto umano”».

D’accordo don Mauro Canta, vicario della parrocchia di San Pietro e collaboratore del servizio diocesano di Pastorale Giovanile. «La nota Cei – sottolinea – ci ha spinto a pensare ad una riorganizzazione dell’oratorio nel suo complesso. Gli oratori dorrebbero diventare appunto centri di interesse per quei giovani che, dopo la Cresima, non trovano più attraenti le iniziative messe in campo dalla Chiesa. La mia idea, nello specifico, è quella di proporre attività su temi accattivanti: dal lavoro alla politica fino all’educazione all’amore, all’apertura alla vita e alla cultura, ovviamente da una prospettiva cristiana. Il tutto con particolare attenzione alle nuove tecnologie e all’uso che i giovani ne fanno».

Allo scopo di recepire consigli, suggerimenti e proposte su queste prospettive si è formata anche una Commissione Giovani cittadina, aperta non solo ai sacerdoti ma anche, e soprattutto, alle famiglie, ai giovani adulti e a quanti si occupano dei ragazzi nei vari ambiti della loro vita. La Commissione ha il compito di mettere a punto le migliori idee per pianificare una riorganizzazione delle attività degli oratori astigiani sulla base delle indicazioni recentemente poste dalla Cei. Per questo si incontrerà lunedì 24 giugno, alle 21, all’oratorio di San Pietro in corso Genova.

«L’idea di istituzionalizzare il lavoro della Commissione, proponendo incontri aperti a tutti – conclude don Canta – è venuta in mente a don Giuseppe Gallo (parroco di San Secondo- San Silvestro – Santa Maria Nuova), proprio nello sforzo consapevole che la Chiesa anche astigiana sta compiendo per cercare di proporre le cose lavorando insieme ai laici piuttosto che imporre le decisioni calandole dall’alto».

Elisa Ferrando e Bartolo Gabbio

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