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Sabato sera alla Douja d’Or tra turisti e code scorrevoli

Percorso fra gli stand del Salone nazionale di vini selezionati in una giornata di grande affluenza in città

Sabato sera alla Douja d’Or

Un percorso per scoprire e vivere da dentro la Douja D’Or, scegliendo alcune delle varie “tappe” che comprende.
È ciò che abbiamo fatto ieri, primo sabato del 53esimo Salone nazionale di vini selezionati che animerà il centro storico di Asti fino a domenica 15 settembre. Un giorno di grande affluenza ad Asti grazie alla ricca offerta di eventi della città.

Allo stand di piazza Roma

Alle 19 la prima tappa è stata in piazza Roma, dove al banco di degustazione vengono serviti i 268 vini doc, Docg e Igp premiati al 47esimo concorso enologico nazionale “Premio Douja D’Or”. Nonostante sia l’ora dell’aperitivo, la coda alle casse per acquistare le degustazioni e il calice – rigorosamente di vetro – fluisce bene. I tempi d’attesa sono minimi. Cinque minuti. Non lontano dalle casse, non si può fare a meno di notare un gruppo di circa dieci persone che si identifica chiaramente. Tutti i membri indossano infatti la stessa t-shirt con disegnato un elettrocardiogramma atipico che termina con il profilo di un bicchiere di vino. Sulla schiena, il nome di ognuno di loro con scritto “Douja 2019”.
Vengono da città diverse: Milano, Chiavari e Piacenza e raccontano che Asti e la Douja D’Or sono la scusa giusta per ritrovarsi. “Siamo un gruppo di amici che ogni anno, da tre anni, si riunisce per degustare i vini migliori selezionati qui”. Si tratta di appassionati che scelgono sempre lo stesso hotel. “Ogni anno siamo soddisfatti, per questo la Douja D’Or è diventata per noi un appuntamento fisso”.
Se la Douja è un appuntamento atteso, i tempi d’attesa sono piuttosto ridotti anche al banco degustazioni. Alla sezione dei vini bianchi due ragazzi domandano un Asti Secco e un Ribolla Gialla di Treviso.
La professionalità del servizio si nota in particolare quando c’è chi chiede “un bianco” senza ulteriori indizi e al di là del banco si cerca d’intuire comunque i gusti, con il sorriso e senza alcuna spocchia. Il modo accogliente per avvicinare al mondo del vino anche chi è alle prime armi o meglio, “ai primi bicchieri”.

La Douja del Monferrato a Palazzo Alfieri

Il nostro percorso prosegue dopo le 20, con la Douja del Monferrato a Palazzo Alfieri. Qui abbiamo gustato le eccellenze vinicole del Monferrato in abbinamento ai piatti della tradizione. I tempi d’attesa decisamente sopportabili. Circa trenta minuti da quando abbiamo preso il numero della prenotazione a quando ci siamo seduti. Il tavolo accanto sceglie battuta al coltello, vitello tonnato, affettati in abbinamento a Ruchè e ad un Albugnano. A servire, i ragazzi dell’agenzia di formazione professionale “Colline Astigiane” (scuola alberghiera).

Vermouth a Palazzo Ottolenghi

La conclusione del nostro percorso è Palazzo Ottolenghi. Sono le 21 e nonostante il cortile sia quasi gremito, riusciamo a bere un Vermouth Chazalettes bianco accompagnati dalla colonna sonora anni trenta, in sintonia con i manifesti pubblicitari che riassumono la storia del Vermouth.

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