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San Paolo Solbrito e quel progetto segreto di un nuovo polo logistico grande come 16 campi da calcio su terreni coltivati

Ruscalla ha già contattato i proprietari. Promesse 250 assunzioni nel settore dei cibi surgelati. Ma ci sono gli agricoltori "resistenti" che hanno detto di no

Non tutti sono d’accordo

Una richiesta di insediamento di un polo logistico per stoccaggio e smistamento di alimentari surgelati, un sindaco che vorrebbe ospitarlo ma non ne ha ancora parlato pubblicamente, una ditta astigiana che sta già facendo raccolta di terreni, un consigliere regionale che chiede conto al presidente Cirio di quanto sta accadendo, un gruppo di agricoltori proprietari dei terreni individuati per l’area industriale che non vogliono saperne di vendere.

Dovrebbe sorgere alle spalle della Marcegaglia

Uno stringatissimo riassunto di quanto si sta consumando fra San Paolo Solbrito e Dusino San Michele su un ipotetico insediamento di grandissima metratura, oltre 130 mila metri quadri in un’area attualmente agricola e coltivata totalmente insistente sul comune di San Paolo Solbrito, indicativamente alle spalle della Marcegaglia, la grande industria che si affaccia sulla ex statale per Villanova.

Interrogazione regionale di Daniele Valle

La vicenda è emersa grazie ad un’interrogazione al presidente della Regione Piemonte presentata dal consigliere regionale di minoranza Daniele Valle, del Pd.

Il consigliere regionale Daniele Valle

La Ruscalla spa ha già contattato i proprietari terrieri

Il 6 novembre Valle riferiva che la società Ruscalla Renato spa aveva contattato i proprietari dell’estesa superficie individuata come futuro polo della logistica, sul comune di San Paolo. Un’area che può contenere, grosso modo, 16 campi da calcio attualmente area agricola e coltivata prevalentemente a mais e cereali.

Valle ricorda nell’interrogazione che la legge del 1970 sulla tutela e l’uso del suolo imponeva alla Regione di utilizzare infrastrutture ed insediamenti industriali già esistenti, qualora presenti, evitando ogni ulteriore immotivato consumo del suolo.

Più grande del centro logistico di Amazon

Un consumo notevole, sottolinea il consigliere regionale, perché parliamo di un’area che è un terzo in più di quella che attualmente occupa il Centro logistico di Amazon Italia a Castel San Giovanni, tanto per dare un’idea dell’estensione.

I progetti recano il logo della Regione Piemonte

Sempre nell’interrogazione si legge che l’ipotesi di progetto sottoposta ai proprietari e ai comuni limitrofi recano il logo della Regione  Piemonte, così Valle chiede di sapere se vi sia e, se sì, a che punto sia l’interlocuzione fra la Regione e la Ruscalla spa su questa vicenda oltre a voler sapere se sono già state attivate tutte le procedure urbanistiche necessarie e, soprattutto, conoscere le motivazioni dietro alla scelta di costruire un nuovo polo di logistica usando terreni agricoli e non sfruttando terreni già ad uso industriale e attualmente dismessi.

L’interrogazione ha avuto la forza di un sasso buttato nello stagno.

 

Tutti i proprietari sono di Dusino

E il primo ad intervenire è il sindaco di Dusino San Michele, comune confinante con San Paolo.

«Il nostro Comune non è minimamente toccato da questo progetto – dice Valter Malino – se non fosse che tutti i proprietari delle 41 particelle che Ruscalla vuole acquistare sono tutti di Dusino. E sono tutti contrari perché a loro quei terreni servono per lavorare, per mandare avanti le loro aziende agricole. Non sono interessati alle speculazioni e non intendono affatto vendere. Sono venuti da me, ho spiegato che io ero all’oscuro di queste trattative e loro mi hanno ribadito che non vogliono vendere e che, se sarà il caso, andranno fino in Consiglio di Stato per non farsi espropriare».

Lunedì il sindaco Malino invierà una relazione dettagliata di quanto successo a tutti i suoi consiglieri comunali.

Il sindaco di San Paolo spiega

Versione leggermente diversa quella che arriva da Luca Panetta, il sindaco direttamente interessato dal progetto.

«Intanto qui stiamo parlando dello stato embrionale di un progetto che per ora è solo stato ipotizzato e sulla cui fattibilità si stanno muovendo solo i primi passi – risponde il primo cittadino – Da noi si è presentato un architetto astigiano che ci ha riferito di come una multinazionale nel settore del cibo surgelato stesse cercando un’area di 135 mila metri quadri per costruire un capannone di logistica da 50 mila».

Il sindaco Luca Panetta

Capannone a basso impatto

«Un capannone basso, come abbiamo visto nei primi disegni che ci sono stati presentati – prosegue il sindaco – con un mascheramento paesaggistico totale su tutto il perimetro e ad impatto zero, sia per quanto riguarda la vista che per quanto riguarda l’inquinamento visto che non ospiterà alcun tipo di produzione». Sempre l’emissario di questa multinazionale ha parlato al sindaco di 250 assunzioni con precedenza ai disoccupati di San Paolo e dei Comuni limitrofi.

Promessa di 250 assunzioni in zona

«Visto che abbiamo tante persone disperate perché senza lavoro, ho preso in considerazione il progetto – spiega Panetta – Abbiamo contattato i proprietari e la gran parte di loro è ben contenta di poter vendere a 6 euro al metro quadro. Cosa diversa per pochi agricoltori che invece si sono impuntati e non vogliono vendere. Il nostro ufficio tecnico aveva già anche trovato, per loro, una superficie analoga, sempre sulla piana, da acquistare a metà del prezzo che loro avrebbero ricevuto per il polo logistico, ma hanno rifiutato».

Si valuta l’esproprio per gli agricoltori “resistenti”

Un’intensa attività “immobiliare”, dunque, che però non ha convinto gli agricoltori “resistenti”.

«In settimana andremo in Regione per capire cosa fare per risolvere il problema del rifiuto a vendere degli agricoltori che ci hanno detto di no, se è percorribile la strada dell’esproprio».

Segreto il nome della multinazionale

Sul nome della multinazionale, invece, massimo riserbo: «Sarà reso pubblico quando ci saranno i contratti preliminari firmati » conclude il sindaco Panetta.

Della controversa vicenda è a conoscenza anche Legambiente che sta predisponendo una accurata raccolta di dati per valutare la sua azione in contrasto al consumo di suolo pubblico.

Daniela Peira