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Interrogazione

Servizio ferroviario, Gabusi risponde a Marello: “La questione va affrontata diversamente anche a livello nazionale”

Il consigliere replica «La centralità dei trasporti non deve essere né “di destra” né “di sinistra”: siano coinvolte maggiormente le opposizioni regionali

Nel corso dell’ultima sessione di interrogazioni,  l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi ha risposto al consigliere Maurizio Marello (Pd) riguardo alle nuove strategie di potenziamento del servizio ferroviario post-Covid.

A fare da spunto per l’interpellanza era stata la pubblicazione, da parte della regione Piemonte sul proprio portale, di un bando, scaduto il 19 febbraio 2021, dal titolo “Recupero delle linee ferroviarie in disuso con la realizzazione di piste ciclabili o altre forme di mobilità” in merito al finanziamento di indagini preliminari per il recupero del sedime ferroviario in disuso a favore della realizzazione di piste ciclabili o altre forme di mobilità.

Marello, intervenuto più volte in Aula sul tema, aveva ribadito il suo pensiero nel testo dell’interrogazione: «Il taglio di corse o la sospensione di tratte ferroviarie determinano l’indebolimento del servizio e la sua minore attrattività: le ferrovie possono rappresentare una risposta al cambiamento richiesto dalla mobilità, migliorando la quota di spostamenti a elevate performance ambientali e contribuendo significativamente alla riduzione delle emissioni inquinanti che hanno conseguenze sul clima».

Oggi l’assessore ha fornito maggiori specifiche in merito al bando inerente a quelle linee ferroviarie sospese dal 2011, disposto per approfondire se vi fossero nuove idee per la riqualificazione delle stesse.

«Ovviamente un occhio di riguardo è stato rivolto alle piste ciclabili, soluzioni a un primo sguardo compatibili con lo smantellamento», ha proseguito l’assessore, «Non vanno dimenticate le difficoltà economiche legate alla causa in corso tra la regione e Trenitalia e al contratto in essere, nonché alle risorse a bilancio che da sole non consentono il ripristino di linee e che sono le stesse da almeno 10 anni (provenienti dal Fondo Nazionale Trasporti, anch’esso invariato da 10 anni)».

«Le politiche generali ci vedono tutti favorevoli alla mobilità su ferro, ma le difficoltà dell’amministrazione regionale e del governo centrale hanno imposto in questi anni una serie di ragionamenti», ha spiegato ancora Gabusi,  «Il Ministero dei Trasporti aveva annunciato un tavolo per rivedere il Fondo Nazionale Trasporti non ancora avviato, ma che ci auguriamo parta con l’attuale ministro Enrico Giovannini e sia utile non solo per ripartire diversamente i fondi e gli stessi 5 miliardi del Fondo Nazionale Trasporti, ma anche per incrementarli».

«E’ vero che, negli ultimi lustri, le regioni hanno pagato la penalizzazione del trasporto ferroviario e pubblico in generale», ha commentato in conclusione Marello, «Ma è altrettanto vero che l’esperienza passata ha riportato al centro, nel nostro Paese, l’esigenza di trasporti pubblici efficienti che rappresentino una mobilità meno impattante. La centralità dei trasporti non deve essere né “di destra” né “di sinistra” e la modalità con cui questa tematica viene affrontata dalla nostra regione è per me fonte di preoccupazione: non mancano sospensioni, disservizi e difficoltà che vanno a danno della quotidianità della cittadinanza, ma anche del rilancio del turismo. Le opposizioni sono molto sensibili al tema e disponibili ad essere coinvolte nell’elaborazione di nuovi progetti».

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