Sindacati scuola presidio giugno 2021
Attualità
Protesta

Sindacati della scuola in piazza contro il decreto legge “Sostegni bis”

Tra le richieste indirizzate al Governo la stabilizzazione dei precari, il potenziamento del personale e la riduzione del numero di alunni per classe

Si è svolto ieri, in piazza Alfieri nei pressi della Prefettura, il presidio unitario dei sindacati e dei lavoratori della scuola. A promuoverlo le segreterie provinciali di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Anief, nell’ambito della manifestazione di protesta nazionale volta a chiedere radicali modifiche, in materia scolastica, al decreto legge “Sostegni bis”.
“Mentre il 20 maggio veniva firmato il ‘Patto per la Scuola al centro del Paese’ con le organizzazioni sindacali confederali – hanno sottolineato i sindacati – il Governo predisponeva un decreto legge che interviene sulle medesime materie senza alcun confronto. Il Patto riconosce l’impegno profuso da tutto il personale durante la pandemia. Ora questo riconoscimento va concretizzato e tradotto in misure e interventi che assicurino stabilità e continuità al lavoro e il regolare avvio dell’anno scolastico il primo settembre. Chiediamo alle forze politiche di impegnarsi a cambiare il provvedimento durante l’iter di conversione in legge”.

Le ragioni della protesta

Nell’occasione i sindacalisti astigiani sono stati ricevuti dal vice Prefetto Barbara Buffa. Il colloquio, protrattosi per oltre un’ora e caratterizzzato da toni distesi e costruttivi, ha consentito ai sindacalisti di sottoporre alla rappresentante del Governo i motivi della protesta.
In particolare hanno sottolineato l’urgenza di misure per la stabilizzazione del personale precario (abilitato, specializzato e con tre anni di servizio prestato); il superamento dei blocchi riferiti all’istituto contrattuale della mobilità del personale; il potenziamento degli organici del personale, docente, educativo e Ata (dipendenti tecnico-amministrativi e collaboratori scolastici); la riduzione del numero di alunni per classe in modo da garantire una didattica di qualità. E ancora, la revisione delle procedure concorsuali per il reclutamento del personale (in primo luogo l’eliminazione del divieto di partecipazione a nuovo concorso in caso di mancato superamento del precedente).
“Tutti temi – affermano – riguardo cui il vice Prefetto Buffa ha mostrato particolare attenzione, e di cui si farà portavoce ai Ministeri competenti”.

I commenti

Sui temi oggetto della protesta sono intervenuti anche i segretari regionali delle sigle aderenti. Tra loro Luisa Limone ( Flc Cgil). “Il Decreto ‘Sostegni bis’, senza nessun confronto – afferma – supera i patti appena sottoscritti e il Contratto nazionale di lavoro. Con il Patto per la scuola e le risorse del Recovery Plan possiamo dire basta al precariato, alle “classi pollaio”, alla dispersione scolastica. Siamo scesi in piazza perché il Decreto va cambiato per avere reclutamento, formazione, istruzione pubblica e retribuzioni a livello europeo. In tutto il Paese vogliamo una scuola, un lavoro, un futuro di qualità per tutti, non solo per pochi”.
“Dopo 15 mesi così difficili – aggiunge Maria Grazia Penna (Cisl Scuola) – è più che mai necessario garantire la massima stabilità agli studenti dal 1° settembre prossimo. Abbiamo chiesto didattica in presenza e in sicurezza durante tutto l’anno, ma per far sì che i propositi diventino realtà occorre un approccio concreto e serio, a partire dalle procedure di stabilizzazione dei precari e dei DSGA facenti funzione. Abbiamo proposto molti emendamenti che raccolgono le aspettative di chi nella scuola opera quotidianamente. Noi manifestiamo perché la politica ascolti”.
Secondo Diego Meli (Uil Scuola) il “Decreto legge ‘Sostegni bis’ tradisce il Patto perla scuola, un’ammucchiata di provvedimenti, alcuni di dubbia costituzionalità, che non risolvono i problemi della scuola del nostro Paese. Anzi, li complicano. Restano irrisolte le problematiche che da tempo rivendichiamo: precari, DSGA facenti funzione, mobilità, contratto. Il tempo delle parole è finito, servono soluzioni immediate per avere funzionalità, sicurezza e i docenti in cattedra dal 1° settembre”.
“Quello che serve alla scuola – afferma Marco Giordano (Anief) – è trovare soluzioni strutturali, e non più emergenziali, alle tante questioni ancora aperte, iniziando dalla riduzione del numero massimo di studenti per classe, dal reclutamento dei docenti e del personale scolastico, dalla mobilità. Il decreto, così com’è adesso, non scioglie nessuno di questi nodi. Per questo deve cambiare”.
“Secondo noi – sottolinea infine Giovanni Vittorio Pace (Snals – Confsal) –  in questa fase di conversione in legge del Decreto legge ‘Sostegni bis’, bisogna incrementare gli organici dei docenti e del personale Ata e stabilizzare il precariato. Quindi rispettare i ruoli della contrattazione per scongiurare qualsiasi tentativo di incrementare l’orario di servizio dei docenti, togliere ogni vincolo sulla mobilità e garantire la sicurezza nelle scuole, con la riduzione del numero degli alunni per classe e il reperimento di nuovi spazi”.

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