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Pandemia

Solidarietà da parte della Commissione Regionale Pari Opportunità al personale sanitario

Nella lotta contro la pandemia il contributo delle donne è stato fondamentale, anche perché la loro presenza è dominante nel settore specifico

A seguire un comunicato stampa della Commissione Regionale per le Pari Opportunità a firma di Virginia Fattibene, della Direzione Sanità e Welfare:

“La Commissione Regionale Pari Opportunità vuole esprimere vicinanza e totale solidarietà alle rivendicazioni del personale sanitario e alle istanze ineludibili a cui occorre dare una risposta. Nella lotta contro la pandemia COVID-19 il contributo delle donne è stato fondamentale, anche perché la loro presenza è dominante nel settore sanitario.

Le condizioni di lavoro in cui gli operatori sanitari si trovano ad operare sono diventate nel tempo sempre più pesanti e hanno raggiunto il culmine dell’inaccettabilità durante il periodo pandemico. Il carico fisico e psicologico che si deve affrontare diventa infatti ogni giorno che passa più gravoso. Ormai da due anni il personale opera incessantemente, con scarsi presidi, ferie sospese, carenze di personale e necessità riorganizzative dei reparti che comportano repentini cambi di mansioni.

Esprimiamo solidarietà e vicinanza agli operatori sanitari perché siamo ben consapevoli dell’importanza che la loro figura riveste all’interno del nostro Sistema Sanitario Nazionale e perché sappiamo quanto la qualità dell’assistenza sia direttamente correlata al benessere degli operatori stessi.

Riteniamo prioritario che si tenga conto della necessità di conciliare i tempi di vita e di lavoro: la conciliazione non deve essere considerata una politica diretta esclusivamente alle giovani mamme che lavorano ma tutti i lavoratori devono poter beneficiare delle politiche di conciliazione, che si tratti di formule di lavoro flessibili o della prestazione di servizi personalizzati, indipendentemente dallo stato di famiglia, dall’età dei figli o dalla presenza di situazioni particolari di cui è necessario tenere conto (es. assistenza a familiari fragili, anziani o disabili).

Ci troviamo di fronte ad una situazione in cui scarseggiano anche le prospettive future, il giusto riconoscimento professionale, la possibilità di valorizzazione e accrescimento delle competenze attraverso percorsi accademici e universitari. Per difendere la validità del nostro Sistema Sanitario che pone proprio nell’universalità della cura le sue fondamenta abbiamo bisogno e sentiamo il dovere oggi di schierarci a fianco di chi sciopera perché gli vengano garantite migliori condizioni lavorative e riconoscimento economico e professionale. Ne va della salute di tutti.”

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