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Superata la prima forma di “coprifuoco” per Asti, ma sta per arrivare il nuovo DPCM di Conte restrittivo

Mentre il premier Conte sta per varare il nuovo DPCM che con tutta probabilita' imporra' il blocco di molte attivita' a partire dalle 18 di tutti i giorni, una prima forma di lockdown che superera' l'ordinanza del sindaco Rasero attualmente in atto, e' iniziato tra qualche polemica il coprifuoco anticipato ad Asti

Superato il primo “coprifuoco”

Mentre il premier Conte sta per varare il nuovo DPCM che con tutta probabilita’ imporra’ il blocco di molte attivita’ a partire dalle 18 di tutti i giorni, una prima forma di lockdown che superera’ l’ordinanza del sindaco Rasero attualmente in atto, e’ iniziato tra qualche polemica il coprifuoco anticipato ad Asti, una sorta di nuovo lockdown notturno che dalle 0,10 alle 4,50 impone in determinate zone di Asti la chiusura dei locali e vieta il passaggio alle persone (salvo ai residenti o a coloro che per legittimi motivi vi devono transitare), si ritorna così all’autocertificazione, alle domande senza risposte, ai numeri che spaventano.

Accettata in modo ordinato

E Asti ha accettato in modo ordinato la “stretta” adottata già da sabato notte dal sindaco Maurizio Rasero: “ce lo aspettavamo – dice il titolare di un locale del centro – anche se speravamo non arrivasse così presto”, poca la gente in giro, per lo più giovani che si attardano nei saluti; qualcuno approfittando del clima ancora mite porta fuori il cane e cade dalle nuvole “non ne sapevo niente e non ne capisco il senso – polemizza infatti Giacomo – questo è comunque un orario in cui c’è poca gente in giro e i locali mi sembra che facciano rispettare le regole, andassero piuttosto a controllare le entrate davanti alle scuole o avessero impedito l’assembramento per il Giro d’Italia.”

I controlli delle forze dell’ordine

Corso Alfieri, come già da alcune sere, è semideserto, idem piazza San Secondo, via Cavour e corso Matteotti, una città dunque che si adegua alla preoccupazione del momento che, condividendole o meno, rispetta le regole e mentre le ultime saracinesche si abbassano, l’argomento sulla bocca di tutti è sempre lo stesso. Passano forze dell’ordine a controllare e diversi esercenti borbottano, non approvano il provvedimento, si intuisce uno smarrimento più consapevole rispetto a marzo, più faticoso “non so se ne verremo fuori – commenta sconsolato il dipendente di un locale – adesso fa paura davvero”. Intanto da piazza Alfieri si accendono i motori di alcune macchine, tutti a casa insomma, sperando ognuno nella propria.