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Valle Bormida: la guardia medica non deve essere ridimensionata

Da alcuni mesi si susseguono le voci di un possibile ridimensionamento

Da alcuni mesi si susseguono le voci di un possibile ridimensionamento, se non di una vera e propria chiusura, del servizio di continuità assistenziale conosciuto come “Guardia Medica” nella Langa Astigiana. Spesso in effetti nella sede di Monastero Bormida si riscontra l’assenza del medico di turno, impegnato in sostituzione su Canelli, e il territorio resta “scoperto”.

A lanciare l’allarme sono stati gli stessi medici impegnati nel servizio, che in varie assemblee sindacali o riunioni dell’Azienda Sanitaria hanno ribadito tutta la loro preoccupazione, fatta propria dai Sindaci della Langa Astigiana i quali hanno invitato sul territorio la neo-direttrice del Distretto dottoressa Elena Tamietti per avere una risposta chiara sull’argomento.

La Direttrice del Distretto, in un incontro svoltosi presso il Comune di Bubbio, ha ribadito unitamente ai suoi collaboratori la piena volontà dell’ASL AT di mantenere il servizio di continuità assistenziale nella Langa Astigiana, pur confermando le difficoltà attuali, dovute principalmente alla cronica carenza di personale medico, che costringe in alcuni casi a gestire i turni in sovrapposizione con Canelli. I Sindaci del territorio hanno ribadito la necessità e l’importanza della Guardia Medica, in quella che è l’unica area montana della Provincia di Asti, con una percentuale di anziani ultraottantenni che oscilla tra il 15 e il 25 per cento della popolazione.

Nella foto: una veduta di Monastero Bormida.

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