Via libera alla riformache accorpa le province
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Via libera alla riforma
che accorpa le province

Il Consiglio regionale ha approvato in via definitiva, con il voto della maggioranza, la legge sul riordino delle funzioni amministrative delle Province e della Città Metropolitana di Torino. Un

Il Consiglio regionale ha approvato in via definitiva, con il voto della maggioranza, la legge sul riordino delle funzioni amministrative delle Province e della Città Metropolitana di Torino. Un passo obbligato dopo l'emanazione della legge Delrio sulla riforma degli enti locali, ma, ad oggi, una strada ancora da tracciare nella misura in cui, tra nuove e vecchie funzioni, è prevista la gestione di molti servizi in forma associata e all'interno di alcune aree vaste, ovvero con la "fusione" di più province.

Funzioni che vanno, altre che vengono
In questo Risiko di funzioni vecchie e nuove, Asti e Alessandria vanno a formare un'area d'ambito unica cui faranno capo, ad esempio, le funzioni in materia di trasporto pubblico, mentre restano individuali, ovvero in forma singola, servizi come la protezione civile. In capo alle Province rimangono le storiche funzioni che da sempre le contraddistinguono: viabilità ed edilizia scolastica in primis da gestire in forma associata. Diventa condivisa la gestione dei rifiuti solidi urbani, mentre vengono attribuite agli enti territoriali locali competenze in materia di energia (rilascio di autorizzazioni alla costruzione ed esercizio di gasdotti e oleodotti), attività estrattive (prima in capo ai Comuni) e in materia di acqua minerali e termali (ad eccezione della polizia mineraria). Come si precisa nella scheda di sintesi della legge, "tornano al governo regionale le competenze in materia di agricoltura, formazione professionale, politiche del lavoro e sociali, turismo e vincoli idrogeologici, attività estrattive, attività culturali e spettacolo, edilizia residenziale pubblica ed energia".

Il nodo del personale
C'è poi il nodo del trasferimento di parte del personale dalle Province alla Regione che sarà gestito da specifici accordi. "Nella determinazione numerica del personale – specificano dalla Regione – viene compreso il personale addetto alle funzioni di supporto tecnico, contabile, legale, giuridico, amministrativo, nella misura del 10%. Il personale trasferito alle dipendenze della Regione viene inserito in un ruolo separato della dotazione organica della Giunta, in ragione del diverso regime giuridico-economico previsto dal legislatore nazionale e del diverso sistema di finanziamento del trattamento economico accessorio. Dopo l'approvazione della legge, si darà il via a specifici accordi per l'avvio delle funzioni ed il trasferimento delle risorse umane, finanziarie, strumentali e organizzative".

Chiamparino: «Offriamo certezze ai cittadini»
«Il valore di questa legge ? ha dichiarato il presidente della Giunta Sergio Chiamparino, ringraziando Aldo Reschigna per il lavoro paziente e determinato ? è che offre certezze ai cittadini rispetto ai servizi e al personale e, contemporaneamente, consente al Piemonte di arrivare preparato al nuovo quadro istituzionale in via di definizione in Parlamento».

Reschigna: «Abbiamo molto da lavorare nell'attuazione del provvedimento»
«Questa legge ? ha sottolineato il vicepresidente della Giunta Aldo Reschigna ? è frutto di un lavoro corale, nato dall'apporto di una pluralità di direzioni regionali, dal confronto con i presidenti di Provincia all'interno dell'Osservatorio e con le Organizzazioni sindacali, e che ha visto il Consiglio regionale confrontarsi sul merito del provvedimento. Se vogliamo che questa legge non sia una mera applicazione della Delrio, abbiamo molto da lavorare nella fase di attuazione del provvedimento, con la consapevolezza che se le aree vaste funzioneranno, quando la riforma costituzionale sarà approvata, il Piemonte, a differenza di altri, avrà delle basi di atterraggio. Abbiamo lavorato guardando al futuro, evitando da un lato il centralismo regionale e dall'altro la dispersione amministrativa sui Comuni». Al di là della Città Metropolitana di Torino, il Piemonte vede nascere altre due aree vaste: Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola (Ambito 1) e Cuneo (Ambito 3) che resta sostanzialmente inalterata rispetto alla situazione attuale.

Riccardo Santagati

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