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Villafranca: tre esponenti della minoranza lasciano il Consiglio

Mancanza di confronto su obiettivi e scelte economiche i motivi delle dimissioni

«Manca un confronto costruttivo: ci dimettiamo»

Il capogruppo di minoranza e due consiglieri lasciano il Consiglio comunale di Villafranca: «Siamo stanchi di fare parte di un’Amministrazione in cui siamo chiamati solo ad alzare la mano». È duro il commento del capogruppo Antonio Cirone che insieme ai colleghi Chiara Berardi e Alessandro Scovero ha presentato le dimissioni. «La nostra scelta vuole essere un segnale forte, lo facciamo perché siamo interessati al bene comune e restare a queste condizioni significa accettare passivamente la mancanza di un confronto costruttivo». Una situazione di disaccordo e tensione acuita negli ultimi mesi, complici anche le limitazioni imposte dal Covid che hanno ulteriormente allontanato le parti e spostato il confronto online. «Nel primo anno siamo riusciti a lavorare anche perché la maggior parte dei progetti, ereditati dalla precedente Amministrazione Cavalla, erano noti. Negli ultimi tempi invece, e in particolare dal mese di agosto in poi, è stato un susseguirsi di decisioni che non hanno visto il nostro coinvolgimento nelle fasi di ideazione e realizzazione. Ci siamo trovati con un nuovo piano regolatore e progetti che presumono importanti investimenti economici per le casse del nostro Comune presentati a dieci, quindici giorni dal voto. Tempistiche sancite dalla legge, ma non è questo il modo di condurre i rapporti con la minoranza. Come possiamo valutare un intero piano regolatore o il progetto di una palestra da 350 mila euro in una decina di giorni? Ci siamo ritrovati sempre a cose fatte, con la sola possibilità di scegliere cosa votare in seduta di Consiglio senza entrare nel merito», spiega Cirone.

Minoranza preoccupata sulle scelte economiche

Accanto alla mancanza di condivisione degli obiettivi, i consiglieri di minoranza hanno espresso la loro preoccupazione sulle scelte economiche. «Mettere mano al piano regolatore dopo trent’anni senza condividere scelte e strategie non è cosa da poco, investire 150 mila euro in un parcheggio non è cosa da poco e ancor meno lo è investirne 350 per realizzare una palestra in un capannone privato a cui corrispondere un importante canone di affitto. Attenzione: non mettiamo in dubbio l’interesse dei progetti per il paese, sarei ben lieto di avere una palestra a Villafranca, ma non parliamo di briciole e scelte economiche di tale impatto devono essere discusse con attenzione. Prestiti da restituire e affitti che potrebbero ricadere sulle casse comunali non possono essere presi alla leggera», insiste Cirone. «La precedente Amministarzione Cavalla poteva anche apparire eccessivamente parsimoniosa, ma adesso rischiamo di esagerare nell’altro senso: negli ultimi tempi sono state affrontate numerose spese per la riqualificazione delle piazze e delle aree verdi del centro storico quando ci sono cittadini che mi ricordano di non avere accesso alle fognature».

Dei quattro consiglieri di minoranza eletti nel 2019 l’unico a non essersi dimesso al momento è Natale Ferrari. Martedì 12 gennaio il Consiglio comunale voterà in videoconferenza la surroga dei tre dimissionari. «Le dimissioni sono una scelta personale, non so cosa decideranno di fare gli altri componenti della lista contattati dal Municipio in questi giorni», conclude Cirone.

Marzia Barosso