Sciopero Dierre 3 giugno 2022
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Villanova d’Asti, sciopero in contemporanea alla Dierre e alla Util. Fiom e Fim: “Forti pressioni sui lavoratori”

I lavoratori della Dierre e della Util sono scesi in sciopero quasi contemporaneamente, venerdì, per denunciare il peggioramento delle condizioni di lavoro

Nonostante la giornata di pioggia, si scalda il clima nelle due realtà produttive principali di Villanova d’Asti. I lavoratori della Dierre e della Util sono scesi in sciopero quasi contemporaneamente, venerdì, per denunciare il peggioramento delle condizioni di lavoro.

Otto ore sono state proclamate da Fiom Cgil e Fim Cisl, per tutto il turno lavorativo, alla Dierre, la multinazionale che produce porte blindate con quattro siti produttivi nella cittadina astigiana.

“Per la situazione intollerabile che stiamo vivendo alla Dierre Centrale (il sito principale dell’insediamento villanovese, n.d.r.) – scrivono i rappresentanti della RSU Fiom e Fim – con ritmi lavorativi e pressioni psicologiche, carichi di lavoro eccessivi, continui spostamenti di postazione, reparti e stabilimenti; per i problemi inerenti la sicurezza e il premio di risultato che non ha raggiunto un livello salariale decoroso, invitiamo lavoratrici e lavoratori ad aderire allo sciopero”.

L’agitazione con presidio davanti ai cancelli è stata decisa dopo le assemblee in azienda. La situazione difficile si era già manifestata lo scorso 1° aprile, quando i lavoratori avevano scioperato per un’ora e aderito allo sciopero degli straordinari, che sta continuando. Allora il motivo principale della protesta si era incentrata sulla rottura delle trattative sul rinnovo dell’accordo sul premio di risultato, fermo da anni, denunciavano i sindacati, senza che si fossero fatti passi avanti sull’indicizzazione al costo della vita e all’aumentata produttività dell’azienda, leader nel suo settore. Dopo anni di sofferenza in cui è stata applicata la cassa integrazione, l’azienda nell’ultimo biennio è infatti in forte ripresa, anche grazie al bonus del 110% applicato dal PNRR.

E proprio l’aumentato carico di lavoro dovuto alle mutate condizioni di mercato, dovute agli incentivi statali, stanno causando quelle tensioni (percepibili anche durante il presidio ai cancelli di venerdì) che hanno fatto decidere per lo sciopero, oltre al riconoscimento di un premio produzione non adeguato e intaccato da una soglia troppo bassa delle assenze per malattia.

Stesso clima alla Util, con i dipendenti in sciopero per un’ora e mezza a fine turno. La miccia che ha innescato l’iniziativa sindacale è il mancato raggiungimento di un accordo sul premio di risultato, praticamente dimezzato nella proposta aziendale, dalla media di 850 euro nell’ultimo triennio ai 350 euro messi sul piatto per il 2021. Le trattative erano già saltate all’inizio di maggio, quando in azienda Fiom e Fim, dopo le assemblee con i lavoratori, avevano proclamato lo sciopero degli straordinari. Ma anche la riduzione della forza lavoro, dopo i recenti incentivi all’esodo, è motivo di forti disagi per i lavoratori rimasti che devono coprire gli stessi carichi di lavoro ma a ranghi ridotti.

«C’è molto malcontento in azienda per via di decisioni o per pratiche che mettono le lavoratrici e lavoratori sotto pressione – affermano i rappresentanti di Fiom e Fim – per questo si è deciso, attraverso una condivisione pressoché unanime, di mettere in atto, oltre che la conferma dello sciopero dello straordinario, anche una serie di iniziative di lotta».

Lo sciopero di un’ora e mezza infatti continuerà per tutta la settimana fino al 10 giugno, sia in entrata che in uscita dal turno, a seconda dei reparti produttivi, con un presidio sul piazzale dello stabilimento.

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