Presidio Util in prefettura
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Sciopero

Villanova d’Asti, tensioni e trasferte in Messico alla Util, chiesta la mediazione della prefettura

Mercoledì sera, a fine turno, alcuni lavoratori sono stati convocati dall’azienda per ricevere la comunicazione di una trasferta in Messico a partire dal prossimo 20 giugno

Si fa sempre più pesante il clima alla Util Group di Villanova, dove i lavoratori sono già in agitazione da qualche giorno con sciopero a scacchiera e sospensione degli straordinari per il mancato rinnovo del premio di risultato. Mercoledì sera, a fine turno, alcuni lavoratori sono stati convocati dall’azienda per ricevere la comunicazione di una trasferta in Messico a partire dal prossimo 20 giugno e fino al 20 dicembre, con possibilità di proroga.

«Ella è comandata a prestare la propria opera fuori dallo stabilimento nel quale lavora abitualmente – si legge nella comunicazione aziendale – periodo suscettibile di estensione, in caso di prosecuzione delle esigenze aziendali, con rientro in Italia ogni 3 mesi; il luogo della trasferta sarà Messico presso il nostro stabilimento Util Mexico, sede di Monterrey».

Una trasferta decisa improvvisamente senza consultare né i lavoratori né le rappresentanze sindacali e senza tener conto delle esigenze familiari dei “prescelti” a trasferirsi al di là dell’oceano. I lavoratori si sono ritrovati davanti ai cancelli la sera stessa decidendo uno sciopero di otto ore e una richiesta di mediazione alla prefettura già per il giorno seguente, giovedì.

E di buonora lavoratori e rappresentanti di Fiom Cgil e Fim Cisl, ieri mattina, erano sotto la prefettura di Asti con un presidio, mentre altri dipendenti Util erano davanti ai cancelli del sito aziendale. Anche il sindaco di Villanova Christian Giordano (foto) si è unito alla richiesta d’intervento del prefetto. I sindacati sono stati ricevuti in mattinata dal viceprefetto Arnaldo Agresta, raggiunto poi dal prefetto Claudio Ventrice, i quali si sono resi disponibili ad intercedere per un tavolo di trattativa tra la dirigenza della Util e i lavoratori.

Il tavolo è infatti stato convocato per lunedì 13 giugno all’Unione Industriale per discutere dell’accordo del premio di risultato, ma i sindacati porteranno in discussione anche le criticità delle condizioni di lavoro che sono ormai prassi nel sito villanovese: continue contestazioni, pressioni per accettare lo straordinario e non ultima, la decisione del trasferimento in Messico di alcuni lavoratori.

E’ la voce dei lavoratori, fuori dalla prefettura, che racconta pressioni e tensioni che aumentano in azienda. L’età media dei dipendenti Util è molto alta, anche dopo l’uscita di 65 dipendenti incentivati all’esodo nei mesi scorsi. Molti, che sono in azienda da oltre trent’anni, ricordano tempi migliori in cui il rispetto dei ruoli era scontato, mentre oggi si rischiano contestazioni e ostruzionismo per non aver concesso lo straordinario, diritto sancito dalla legge.

«In serata (giovedì, n.d.r.) l’azienda ha fatto arrivare un comunicato in cui specificava che non saranno 20 le persone che devono essere mandate in trasferta in Messico ma solo cinque – spiega Vito Carelli della Fiom Cgil – l’azienda accusa il sindacato di aver divulgato informazioni che non corrispondono al vero. Date le premesse, non sono particolarmente fiducioso su come proseguirà la trattativa. Non sono convinto che l’azienda voglia venire incontro alle nostre richieste, soprattutto in riferimento a questi trasferimenti».

Carelli fa riferimento ad un comunicato della Util in cui si esprime rammarico per le interpretazioni che le sigle sindacali fanno di decisioni aziendali lecite e rientranti nel contratto dei metalmeccanici, come la richiesta di trasferta in altro sito lavorativo, “generando immotivatamente uno stato di confusione e incertezza”, conclude Fernando Bertoni, firmatario della comunicazione.

«Invito l’azienda ad avere un atteggiamento più propositivo – commenta Salvatore Pafundi della Fim Cisl – screditare sempre il sindacato vuol dire dire non riconoscerne il ruolo e non riconoscere le capacità delle maestranze. Mi auguro che i prossimi incontri con l’azienda possano aiutare a ripristinare un clima sereno».

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