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Asti, in costruzione torre radio alta 40 metri a Valle San Pietro e i residenti protestano

Iniziati i lavori su autorizzazione del Comune. Ambiente Asti interviene

Una “sorpresa” di Pasqua poco gradita da un nutrito gruppo di residenti di Valle San Pietro, la località alle porte di Asti, appena al fondo di corso Alba, scelta da molti astigiani per una residenza stabile o una seconda casa in campagna.
Sulla sommità di una collina che si affaccia direttamente su Asti, alle spalle della chiesetta del posto, si sono accorti che operai stavano cominciando ad “intessere” un traliccio in ferro su un largo basamento in cemento che era stato colato qualche settimana prima.
Nessuno ne sapeva nulla ed è stato uno dei residenti, Valter Nosenzo, che per primo ha spulciato gli archivi delle pratiche edilizie pubbliche del Comune di Asti fino a trovare i documenti che interessavano quell’opera
Si tratta di un’autorizzazione a costruire una torre radio alta 40 metri sul terreno che era stato venduto oltre due anni fa proprio da una famiglia residente vicino alla futura antenna.
«Un progetto che non ci trova affatto d’accordo – dichiara Nosenzo anche a nome di altri residenti che hanno già annunciato la costituzione di un Comitato – Intanto per la modalità di approvazione del progetto, fatta senza minimamente preoccuparsi di coinvolgere nella decisione chi vive intorno a quest’antenna che chiamare impattante è un complimento. E poi le conseguenze che quest’opera può avere».
Che riguardano due profili diversi.
«Innanzitutto la salute – dice Nosenzo – Sui rischi legati all’irraggiamento delle onde elettromagnetiche ci sono studi discordi, ma sempre più ricercatori mettono in guardia sulla loro pericolosità. E noi qui ci troveremo un’antenna sulle teste. Letteralmente, perchè sul versante verso Valle San Pietro le case sono a poche decine di metri dall’impianto. Ma è una questione che riguarda anche i “cittadini”, visto che dalla sommità in cui è costruita, può emanare onde fino ai quartieri di Asti situati verso questa collina».
E poi vi è il problema paesaggistico.
«Questa è una zona residenziale calata in una realtà rurale. Un’antenna di 40 metri alla cima della collina più alta è un vero pugno nell’occhio – dice ancora Nosenzo – penso sia il manufatto a più alta quota di una larga parte di territorio astigiano, capoluogo compreso. Si parla tanto di salvaguardia di paesaggio e poi si concede questo?».
Il progetto, regolarmente autorizzato dopo la presentazione di tutta la documentazione necessaria, è stato presentato da Radio Party Groove di proprietà di Radio Torino 91.
Si tratta tecnicamente di una stazione radio base a servizio di emittenti radiofoniche che ha passato il vaglio delle varie commissioni e dei vari pareri richiesti.
Ma non quello dei residenti. Almeno di una parte di essi.

 

Ambiente Asti critica sulla pianificazione delle antenne in città e frazioni

Riceviamo dal consigliere comunale Mario Malandrone e pubblichiamo.

Sull’antenna a Vallarone, Valle San Pietro io e il consigliere Spata siamo stati allertati dai cittadini e siamo saliti a vedere i lavori il giorno stesso che iniziavano.

La vicenda delle antenne di Vallarone va avanti da anni, prima su un sito, ora su un altro, è chiaramente un iniziativa tra privati, ma occorrerebbe capire come il Comune, visto che l’autorizzazione la rilascia il Comune agisce in questi casi.

L’autorizzazione quindi arriva dal Comune di Asti, che dopo una conferenza dei Servizi ha autorizzato.

La zona è un zona a interesse paesaggistico, lo si dice pure nelle relazioni tecniche e se non è a vincolo è limitrofa.

Parliamo della Collina di vallarone, affaccio sulla città, parte della memoria di rita Levi Montalcini, zona ritratta dal Manzone in alcuni dipinti, l’unica zona di pregio della città rimasta integra e con importanti edifici residenziali antichi.

Le domande che ci poniamo sono: nella storia del posizionamento di antenne per la trasmissioni radio anni fa si parlò della Bona e san Marzanotto, in una zona meno abitata e di minore interesse; perchè quella zona fu scartata? E poi, quale è stato il parere della commissione paesaggistica? Quali  risultati ha dato l’accertamento dei beni paesaggistici in zona che doveva essere completato, secondo il verbale n.28 della Commissione del paesaggio? Infine: esistono in tale commissione esaminatrice composta prevalentemente da architetti e ingegneri competenze sulle tematiche del paesaggio?

Seppur consci dell’importanza delle radio, sappiamo comunque che quest’operazione riguarda soggetti privati e internet, ci chiediamo se il Comune abbia ancora capacità di pianificazione e capiamo le preoccupazioni dei cittadini.

Inoltre crediamo che un Comune come quello di Asti dovrebbe sulle tematiche delle antenne, dell’inquinamento elettromagnetico e della pianificazione dei siti (privati e pubblici) sia legati  alla telefonia mobile, che radio dotarsi di una pianificazione. Esiste un censimento delle antenne? Esiste una pianificazione, oppure a qualsiasi interesse privato si risponde in modo favorevole, andando a danneggiare altri interessi privati e collettivi?

 

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