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Carabinieri di Asti, ultimo giorno di lavoro per il capitano Salvatore Puglisi

Da domani va in pensione. E' stato uno degli investigatori più longevi e apprezzati del Reparto Operativo astigiano

Oggi ultimo giorno di lavoro con la divisa dell’Arma e i gradi da capitano per Salvatore Puglisi, investigatore di punta astigiano. Anche se da due anni comandava la Compagnia Carabinieri di Casale Monferrato, è al Reparto Operativo di Asti che il capitano ha prestato gran parte della sua carriera. Ed è ad Asti che vive con la famiglia e dove ha già annunciato che presterà servizio nel mondo del volontariato. Se ne ricorreranno i presupposti, poi, non ha escluso anche un eventuale impegno politico locale.

Una carriera, quella del capitano Puglisi, consumata sul campo delle investigazioni con avanzamenti di grado sempre guadagnati per merito, indagine dopo indagine.

Originario di Milazzo dove è nato 60 anni fa, ha mosso i primi passi nell’Arma come carabiniere ausiliario. Ed è stato un “colpo di fulmine” che lo ha portato ad abbandonare l’attività di famiglia (gestione di un rinomato stabilimento balneare) per mettersi al servizio delle indagini.
Terminata la scuola Sottufficiali, dopo un primo incarico in Sicilia è stato destinato alla stazione di Felizzano, poi al Reparto Operativo della Compagnia di Alessandria e, nel 1986, è passato a quello di Asti dove è rimasto per molti anni con un periodo di comandante dal 1996 al 2000. Fino al 2011 ha comandato il Nucleo Investigativo e poi ha assunto la responsabilità della stazione carabinieri, sempre di Asti. Negli ultimi due anni ha chiuso la sua carriera al comando del Norm di Casale Monferrato.

Più dei suoi gradi e dei suoi titoli di studio (laurea in giurisprudenza, master in criminologia, dottorato in Scienze dell’Amministrazione e diploma di lingua e cultura Araba presso l’Università degli Studi per Stranieri di Reggio Calabria e attestato dell’Università di Tunisi) per lui parla il suo straordinario lavoro come investigatore.

Tantissime le operazioni che lo hanno visto protagonista, da quelle di criminalità comune a quelle di contrasto al traffico di stupefacenti passando per quelle più recenti contro le frodi informatiche e quelle delicatissime sulla pedofilia on line di respiro internazionale.

E poi le rapine e gli omicidi. Per quanto riguarda il territorio astigiano, il caso di Elena Ceste, giusto per nominarne uno che tutti ancora ricordano. Anche l’operazione Barbarossa sulle infiltrazioni di ‘Ndrangheta fra Costigliole e Asti ha visto il suo contributo.

Un investigatore conosciuto e rispettato, che ha sempre affiancato alle competenze professionali uno straordinario talento per le investigazioni e una umanità non comune, alimentata da un carattere solare e socievole come dimostra la foto di copertina, scattata durante una recentissima visita del capitano in una Rsa del Casalese.

Da domani chiude un importante capitolo lavorativo della sua vita e ne apre un altro per il quale la redazione cronaca de La Nuova Provincia formula i più sinceri auguri ringraziandolo per la collaborazione leale e corretta sempre riservata ai giornalisti in tanti anni di servizio.

Daniela Peira