Caso Ceste, secondo la difesaElena cadde in un canale vicino casa
Cronaca

Caso Ceste, secondo la difesa
Elena cadde in un canale vicino casa

«Siamo molto soddisfatti per la decisione del giudice Amerio di ammettere le ultime consulenze presentate, perchè riteniamo che siano "dirompenti"». Questo il termine usato

«Siamo molto soddisfatti per la decisione del giudice Amerio di ammettere le ultime consulenze presentate, perchè riteniamo che siano "dirompenti"». Questo il termine usato dall'avvocato Massimo Tortoroglio all'uscita dell'udienza di mercoledì durante un breve incontro con i giornalisti. Non ha voluto entrare nei dettagli, ma sembra che sia la consulenza sulle celle telefoniche che quella sulla ricostruzione della morte di Elena, forniscano elementi discordanti con le consulenze presentate dalla pubblica accusa.

Per quanto riguarda quella sulle celle che rilevano gli spostamenti di Michele sulla base delle presenze registrate del cellulare, era già emerso che, secondo la difesa, l'uomo, la mattina della scomparsa della donna, sarebbe rimasto nei pressi di casa più a lungo di quanto stabilito dalla Procura. E, visto che anche nella versione della Procura, sono pochi i minuti che avrebbe avuto a disposizione per uccidere Elena, caricarla sull'auto e andarla a nascondere nel rio Mersa, se i legali dimostrano che Michele si era attardato ad uscire a cercare la moglie in un primo giro, salterebbe la ricostruzione accusatoria. Difesa che ha sempre sostenuto come Elena si fosse allontanata volontariamente da casa e fosse morta forse per una caduta accidentale oppure, secondo la consulenza Franco, per assideramento dopo essersi nascosta nel canale nel tentativo di sfuggire ad immaginari inseguitori che vivevano solo nella sua mente in preda al delirio.

Secondo indiscrezioni, emergerebbe ancora una terza ricostruzione, sempre a cura della difesa secondo la quale Elena avrebbe percorso nuda solo qualche decina di metri e sarebbe finita in un canalone a monte, vicino a casa sua. Un canale che scorre per gran parte in una condotta in cui la corrente è forte e finisce nel rio Mersa, vicino al punto in cui è stata trovata. Dunque, una ricostruzione possibile per la difesa, sarebbe che Elena, una volta finita nel canale vi sia rimasta a lungo fino a quando la forte corrente dell'acqua l'ha restituita all'aperto. Un'ipotesi questa, che sarebbe suffragata, sempre se le indiscrezioni troveranno conferma, da un analogo episodio accaduto qualche anno fa che aveva per "vittima" un vitello caduto a monte del canalone intubato.

Sulle cause della morte, poi, per la difesa non è così scontato che l'unica possibile sia quello dello strangolamento, perchè i resti del corpo della donna non sono completi, mancano le parti molli che avrebbero potuto rivelare molto e anche gli esami tossicologici non possono essere ritenuti attendibili al cento per cento a causa dell'avanzato stato di decomposizione e al lungo tempo di esposizione del corpo agli eventi atmosferici.

d.p.

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