whatsapp_image_2019_11_16_at_133829j
Cronaca
Sicurezza

Cinghiali, in attesa delle pannocchie di mais, l’allarme è sugli incidenti stradali

L’ultimo in provincia di Asti è avvenuto ieri sera in corso Alessandria. I dati del centro studi Cia. Il Coaarp chiede di incontrare il prefetto aggiunto di Torino

L’ultimo, alle porte di Asti, in corso Alessandria, è avvenuto ieri sera: una donna mentre tornava a casa in auto si è vista attraversare la strada improvvisamente da un cinghiale. Non è riuscita a frenare in tempo e lo ha investito. Cinghiale morto nel fosso, lei spaventatissima ma per fortuna illesa, l’auto con migliaia di euro di danni.

Il Piemonte, con il 9% del totale, è al terzo posto in Italia per numero di incidenti stradali che vedono coinvolti animali.
In particolare animali selvatici, che prendono la fetta dell’85% e avvengono prevalentemente di giorno (78%) sulla rete stradale ordinaria (97%) e coinvolgono auto e moto (69% e 26%).
Sono questi, in sintesi, i dati analizzati dalla Confederazione italiana Agricoltori nell’ambito degli studi sull’impatto devastante degli animali selvatici, segnatamente cinghiali e caprioli, non solo sulle colture, ma anche sulla sicurezza stradale.
Con l’arrivo dell’estate e l’Italia finalmente in zona bianca, strade ed autostrade tornano ad affollarsi verso le mete turistiche. Ma quest’anno più che mai, è bene non dimenticare che è sfuggita al controllo la proliferazione degli ungulati che vengono quantificati, per difetto, intorno ai 2 milioni di esemplari.

Un problema di sicurezza stradale che tocca molto da vicino i cittadini così come riferito anche dal Comitato Coaarp, costituitosi in primavera nell’Astigiano per attirare l’attenzione sui danni dei selvatici nelle coltivazioni di tutto il Piemonte.

I suoi rappresentanti stanno raccogliendo materiale, idee, proposte e proteste da portare al tavolo del Prefetto aggiunto di Torino con delega proprio all’emergenza cinghiali.

E’ forte la necessità di mantenere alta l’attezione sulla proliferazione dei cinghiali anche se, in questo momento, apparentemente la loro pressione sul territorio sembra essersi allentata. Ma è una falsa speranza. I cinghiali e i caprioli non sono diminuiti, solo riescono a sfamarsi con le colture del sottobosco (e degli orti) in attesa delle prime pannocchie di mais nei campi risparmiati dalle devastazioni di qualche mese fa. Anche se sono numerose le segnalazioni di danni sui campi di grani, in primis il mutico e anche sulle nocciole.

Ma è il  problema della sicurezza stradale  quello sempre più pressante perchè non passa giorno che qualche automobilista o camionista non si trovi di fronte a cinghiali che attraversano e si buttano in strada.

Ricordando che proprio dal tribunale di Asti è uscita una sentenza destinata a fare giurisprudenza in tutte le regioni d’Italia flagellate dal problema dei cinghiali. Una sentenza che  sancisce che in caso di danni subiti a causa di animali selvatici deve essere la Regione a pagare i danni provocati. Dagli incidenti stradali con fauna selvatica o danni a cose e colture. Per il tribunale questo vale anche quando la Regione ha trasferito le relative funzioni alla Provincia, se non le ha dato autonomia gestionale e operativa. Lo precisa la Cassazione (sentenza 9469/2021 del 9 aprile): conta l’effettivo potere di controllo sugli animali.

«L’Italia non può permettersi di uscire da una pandemia, precipitando di nuovo nell’emergenza cinghiali, che sono prima di tutto un pericolo per le persone, oltre che un costo per l’agricoltura – commenta il presidente nazionale di Cia, l’astigiano Dino Scanavino – Le ambizioni green e la ripresa nazionale devono contemplare una risoluzione onesta, sostenibile ed efficace del problema fauna selvatica. Abbiamo chiesto un incontro al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, alla ministra degli Interni Luciana Lamorgese e al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani – ha concluso Scanavino – perché siamo pronti da tempo a dare il nostro contributo per riformare la legge in materia e fare, insieme, dell’Italia, anche su questo fronte, un modello esemplare».
Mentre a livello locale prosegue la campagna #quidannicinghiali promossa dalla Cia di Asti con la distribuzione di cartelli nei terreni danneggiati dai cinghiali, anche con l’obiettivo di allertare cittadini e automobilisti.

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Edizione digitale
Precedente
Successivo