Dalla Valle Belbo: "Non sopprimete quel diretto per Torino"
Cronaca

Dalla Valle Belbo: "Non sopprimete quel diretto per Torino"

Nonostante le proteste, le manifestazioni e le raccolte firme i pendolari della Valle Belbo sembrano condannati a perdere il diretto Acqui Terme-Torino Porta Nuova. Con il nuovo orario di Trenitalia,

Nonostante le proteste, le manifestazioni e le raccolte firme i pendolari della Valle Belbo sembrano condannati a perdere il diretto Acqui Terme-Torino Porta Nuova. Con il nuovo orario di Trenitalia, in vigore dal prossimo 15 dicembre 2013, il treno delle 7,24 che da Nizza fa scalo ad Asti per proseguire verso Torino verrà infatti sostituito da un convoglio che fermerà nel capoluogo di provincia. I pendolari saranno dunque costretti a scendere e a prendere la coincidenza. Stesso discorso per il diretto serale, delle 18,40. Un provvedimento che rientra nel piano di riorganizzazione del servizio di trasporto ferroviario della Regione Piemonte e che punta da una parte a contenere i costi e ridurre le spese e dall'altro ottimizzare il servizio attraverso il lancio del nuovo servizio ferroviario metropolitano.

Cosa significa questo? Nella riunione di quadrante tenuta venerdì mattina in Provincia ad Alessandria e aperta ai sindaci di astigiano e alessandrino, Viorel Vigna, portavoce di Barbara Bonino assessore regionale ai trasporti, ha spiegato che grazie al nuovo passante ferroviario su Torino, sarà possibile portare la linea ferroviaria metropolitana (o SFM-6) ad Asti e di conseguenza procedere ad un cadenzamento dell'orario. In pratica sulla tratta Acqui Terme-Asti e Asti-Torino passerà un treno ogni ora, sia all'andata che al ritorno. A livello regionale si velocizzerà la linea Torino-Genova, togliendo alcune fermate intermedie e guadagnando 20 minuti. Su questa linea da 19 treni si passerà a 26.

Più treni anche per i pendolari dell'acquese e della Valle Belbo che per andare ad Asti acquistano 7 treni in più nell'arco della giornata e con un guadagno di 10 minuti in meno per chi dovrà proseguire il viaggio verso Torino. «Questa riorganizzazione è in linea con ciò che la Giunta regionale si era proposta al momento della firma del contratto di Servizio con le Ferrovie dello Stato nel giugno 2011- spiega Viorel Vigna – e cioè di velocizzare i collegamenti tra i capoluoghi di regione e di renderli più efficienti rispetto ai parametri richiesti dal Ministero dell'Economia e dello Sviluppo. Il cadenzamento orario consentirà di ridurre i ritardi, aumentare i passeggeri (si stima un +20%) e contenere i costi. In un momento di tagli al settore la Regione Piemonte ha deciso di investire 6 milioni di euro nel piano di riorganizzazione del trasporto ferroviario potenziandolo: si passerà da 109 a 135 in treni a livello regionale».

L'orario è più semplice da ricordare perché i treni partiranno sempre allo stesso minuto di ogni ora. Le coincidenze sono meglio organizzate, il servizio si mantiene regolare per tutto l'arco della giornata ed in entrambe le direzioni. Allora perché i pendolari protestano? La risposta arriva fulminea da Guglielmo Massimelli, avvocato e portavoce del Comitato dei pendolari dell'Astigiano e dell'Acquese che giusto martedì scorso ha presentato, protocollato e consegnato negli uffici della Regione Piemonte 2.463 firme per dire no alla cancellazione del diretto. «Il pendolare che da una vita si sposta in treno conosce bene il valore di un diretto ? spiega Massimelli ? Il timore sorge nel momento in cui si dovrà scendere per prendere la coincidenza per Torino. Se il primo convoglio è in ritardo si rischia di perdere il successivo e per i lavoratori, gli studenti o chi deve presentarsi ad un appuntamento non è pensabile tardare oltre la mezzora».

Nel corso della protesta scaturita nella manifestazione di sabato 23 novembre a Nizza Monferrato molti viaggiatori avevano contestato il potenziamento della linea perché, a loro avviso, non serve. Posizione difesa anche da Tonino Spedalieri, assessore del comune di Nizza presente alla riunione di quadrante: «è assurdo cancellare un servizio voluto e difeso dai cittadini e ad alta frequentazione per inserire treni in fasce orarie che rischiano di viaggiare vuoti».

Lucia Pignari

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