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Cronaca
Canelli

Diego, il ragazzo caduto da 5 metri, lotta ancora per la vita ma non stava facendo parkour

Smentite le voci che girano da ieri sul tragico volo dalla ex cantina Canei. Lo stesso sindaco riferisce che il ragazzo era perfettamente integrato e non era invischiato in questioni di droga

Le gravissime condizioni in cui è arrivato all’ospedale di Alessandria mercoledì sera il ragazzo di Canelli caduto da un’altezza di 5 metri non consentono ancora ai medici di sciogliere la prognosi che rimane riservata.

Diego, 17 anni, di origini macedoni, lotta per la vita dopo quel tragico volo che appare sempre di più come una tragica fatalità.

Si trovava in compagnia di un gruppo di amici, almeno sette, tutti minorenni, e sembra che fossero dei frequentatori abituali di quel grande edificio dismesso che ospitava un tempo la Cantina sociale e la Canei. Vetri rotti, porte arrugginite, varchi nella recinzione e quella scala di ferro che affaccia dalla parte della ferrovia grazie alla quale i ragazzi hanno raggiunto il piano superiore della cantina.

Diego vive a poca distanza dalla ex cantina e quello è un posto di gioco e di svago quando, in termini di restrizioni anti Covid non si può fare molto altro.

Da ieri si è diffusa la notizia seconda la quale sia stata un’esercitazione di parkour a provocare la tragica caduta del ragazzo: una circostanza che non trova alcuna conferma nè dai carabinieri che hanno sentito gli amici presenti, nè in chi conosce il ragazzo. Molto più probabilmente è stata un’imprudenza scavalcare la finestra senza vetri che affaccia sul terrazzino senza parapetto e forse il ragazzo, visto l’imbrunire, non si è neppure accorto che fosse pericoloso.

Lo stesso sindaco di Canelli, Lanzavecchia, si fa portavoce di una smentita per conto della famiglia del ragazzo. I genitori, pur ammettendo che i ragazzi non avrebbero dovuto trovarsi lì perchè non era un luogo in cui erano autorizzati ad entrare, smentiscono il parkour e smentiscono un qualsivoglia legame con il mondo degli stupefacenti.

«Mi sento di smentire anche il presunto disagio sociale vissuto dal ragazzo e dalla sua famiglia – ha dichiarato il sindaco Lanzavecchia – perchè la sua famiglia, come quelle di molti macedoni che vivono in città, è perfettamente integrata, lui è uno studente di un istituto superiore senza alcun problema e nè lui, nè i ragazzi che si trovavano con lui appartengono ad una baby gang come fatto trapelare da alcune notizie infondate».

 

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