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Due arresti a Catania dalla polizia di Asti per la rapina alla Banca d’Alba dello scorso novembre

La Squadra mobile della Questura cittadina è in queste ore in Sicilia per l'attività legata alle indagini sulla rapina dello scorso autunno in corso Alfieri

Due arresti per la rapina alla Banca d’Alba

Due arresti e perquisizioni ancora in corso in queste ore da parte della polizia di Asti a Catania, per la rapina alla filiale di corso Alfieri della Banca d’Alba avvenuta lo scorso 2 novembre. «Una cattura rocambolesca da parte della nostra Squadra mobile, insieme ai colleghi di Catania, della quale abbiamo subito voluto dare informazione – ha detto poco fa il Questore Alessandra Faranda Cordella, incontrando i giornalisti insieme al vice della Squadra mobile Marco Primavera, al Vicario della Questura Vittoria Rissone e al Capo di Gabinetto Stefano Ceveriati – La rapina avvenuta ad Asti nello scorso autunno fu un episodio che destò preoccupazione per le sue modalità: i due rapinatori, prima della fuga, avevano chiuso tutti i presenti all’interno di due uffici, privandoli dei telefoni cellulari».

Le indagini e la cattura in Sicilia

Gli investigatori astigiani, coordinati sul posto dal Capo della Mobile di Asti Loris Petrillo, hanno arrestato nelle prime ore della giornata due giovani catanesi, di 23 e 29 anni, i cui nomi erano già noti alle forze dell’ordine, per “rapina aggravata e sequestro di persona”. «La rapina fu commessa da due uomini che portavano maschere sul volto e impugnavano dei cutter e fruttò la somma in contanti di 15.500 euro. I due, prima della fuga, chiusero tutti in due uffici, dopo aver loro sottratto i telefoni cellulari – ha spiegato il sostituto commissario Primavera – Erano davvero pochi gli elementi di partenza di cui disponevamo per le indagini e devo dire che sono stati sei mesi di lavoro davvero duri: nel corso della rapina, uno dei due malviventi, imprudentemente, si era rivolto all’altro chiamandolo con un diminutivo e i due erano fuggiti a bordo di una Fiat 500 X di colore bianco con tettuccio nero. La minuziosa ricerca di indizi e l’acquisizione di diverse immagini di videosorveglianza pubbliche e private ci ha portato in Sicilia, regione nella quale veniva rintracciata l’autovettura usata per la fuga, che era stata noleggiata a Catania».

Verifiche su episodi analoghi

«Nei prossimi giorni potremo fornire ulteriori dettagli sull’indagine svolta dalla Squadra mobile e sull’attività in Sicilia – ha aggiunto il Questore Faranda Cordella – Inoltre, stiamo anche effettuando verifiche in merito ad episodi analoghi alla rapina in corso Alfieri avvenuti nell’Astigiano per valutare se ci siano collegamenti con le persone arrestate oggi».

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