La compagna: «Non sospiegare cosa è successo»
Cronaca

La compagna: «Non so
spiegare cosa è successo»

L'ultimo ricordo di Francesco Indino a Montechiaro, paese in cui era residente, risale a due giorni prima della sua morte. Era martedì e, come ogni settimana, era sulla piazza del municipio per

L'ultimo ricordo di Francesco Indino a Montechiaro, paese in cui era residente, risale a due giorni prima della sua morte. Era martedì e, come ogni settimana, era sulla piazza del municipio per il mercato, al banco di frutta e verdura allestito dalla ditta costigliolese per cui lavorava. «Lo conoscevamo tutti, un lavoratore, benvoluto in paese: martedì lo abbiamo visto impegnato nel lavoro, come sempre», dicono venerdì mattina alcuni dei suoi compaesani che si trovano in piazza. «Non ci sono mai state chiacchiere sul suo conto», aggiungono. «Una famiglia ben inserita in paese e nelle attività sociali che vengono allestite, persone conosciute come tranquille e di cui non si è mai sentito nulla di particolare», conferma il sindaco di Montechiaro Paolo Luzi.

La notizia della sua tragica fine è stata accolta con grande sorpresa e sconcerto, insieme alla naturale partecipazione per il dolore della famiglia. Fino a pochi giorni prima della morte Indino viveva a Montechiaro con la giovane compagna, 30enne, e i due bambini, che frequentano entrambi le scuole in paese. La famiglia stava traslocando e si era spostata nel vicino paese di Cortanze, a casa della mamma della compagna di Indino. Da quella casa, la giovane donna si affaccia alla finestra chiedendo di rimanere nel silenzio e dicendoci che non sa nulla di quanto è accaduto: «Non so spiegare quello che è successo», dice semplicemente, richiudendo subito la portafinestra che si affaccia sul cortile dell'abitazione in centro paese. A Montechiaro incontriamo anche il precedente datore di lavoro di Indino, che poco meno di due anni fa ha ceduto la sua attività alla ditta di Costigliole. Un tempo era suo il camion frigo accanto a cui è stato trovato ucciso Indino e in tanti lo hanno chiamato nei giorni scorsi, riconoscendo il marchio della sua azienda, per oltre trent'anni sulle piazze di Asti, Alessandria e diversi paesi dell'Astigiano. «Io l'ho sempre conosciuto come un buon lavoratore, non conosco la sua vita privata e altro non posso proprio dire», aggiunge l'uomo, anche lui residente a Montechiaro.

E le stesse parole usa anche il datore di lavoro costigliolese di Indino: «Avevamo esclusivamente rapporti di lavoro e per quanto mi riguarda era una persona a posto, umanamente non posso dire nulla di male su di lui». Lo ha visto per l'ultima volta, insieme ad un altro dipendente, proprio il mattino della sua morte, secondo quanto dichiarato agli inquirenti, prima della partenza per il mercato di Moncalvo. Si erano incontrati per un caffè in un bar in città.

m.m.t.

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