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Gabrielli ad Asti: «Il Ministro dell’Interno deve essere un politico, non un tecnico»

Lo ha affermato durante l'incontro con i sindaci dell'Astigiano prima dell'intitolazione della rotonda a Salvatore Ottolenghi

Nell’incontro con i sindaci

Mattinata intensa quella appena terminata per il capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli che è tornato ad Asti su invito del Questore Alessandra Faranda Cordella.

In prima battuta ha incontrato i sindaci astigiani in Municipio, accolto dal sindaco Rasero. Li ha definiti “presidio fondamentale del territorio” associando la loro opera nei comuni, piccoli o grandi che siano, ad un meccanismo di inclusione degli stranieri che giungono in Italia.

Diffidente verso le fusioni fra Comuni

«Ho sempre nutrito molta diffidenza verso i progetti di fusione fra comuni – ha detto strappando un applauso dei primi cittadini in platea – perchè non deve mai venir meno il senso di identità di una porzione di territorio, per piccola che sia. E sono anche d’accordo sulla revisione del compenso ai sindaci dei piccoli comuni che, anche se aumentato, non sarà comunque mai in grado di restituire quello che loro “spendono” sul territorio in termini di impegno e responsabilità».

I piccoli paesi motore di inclusione

Spiegando meglio perchè i piccoli Comuni possono diventare motore di inclusione.

«L’immigrazione ha sempre accompagnato l’evoluzione dell’umanità, ma va governata e non subita – ha detto – Se si desertificano i territori dai residenti autoctoni, gli stranieri che arrivano e occupano quel “vuoto” tendono ad enclavizzarsi e questo a scapito di una vera integrazione per tutti. Per questo i sindaci devono lavorare per far rimanere i residenti nei loro paesi».

Confidando che uno dei suoi metri di misura dell’efficienza dei Questori di tutta Italia è proprio la loro conoscenza del territorio e il loro rapporto con i sindaci dei paesi di loro competenza.

Il prefetto Gabrielli non ha lesinato opinioni personali su temi politici di respiro nazionale, come ad esempio la nomina del Ministro dell’Interno, quello da cui dipende la pubblica sicurezza di tutta Italia.

Diritti e libertà sono temi politici, non tecnici

«Ferma restando la mia stima all’attuale ministro Lamorgese – ha detto – io ritengo che il Ministero dell’Interno debba essere assegnato ad un politico, non ad un “tecnico”. Perchè è il Ministero che decide su diritti e libertà e quelli sono argomenti di ordine strettamente politico».

E poi, quasi in chiusura, un intervento che ha avuto un po’ il sapore di un “chiarimento” con i sindaci astigiani che, come molti altri colleghi italiani, hanno manifestato critiche nei confronti della famigerata “circolare Gabrielli” sugli eventi e le manifestazioni pubbliche emanata a pochi giorni dal disastro di piazza San Carlo a Torino.

Sulla “Circolare Gabrielli”

«Quella circolare, come tutte le circolari – ha detto Gabrielli – non ha aggiunto nè tolto niente alle normative vigenti. Potremmo anche tranquillamente definirla una “saga dell’ovvietà” che però era necessario emanare per richiamare ai più elementari principi di responsabilità. Perchè, credetemi, definire prima degli eventi bene a chi fanno capo le responsabilità e prevenire situazioni tragiche è fondamentale nel malaugurato caso in cui le cose non vadano per il meglio. Troppe volte abbiamo assistito, all’indomani di qualche disastro, ad un indegno “scaricabarile” che mina la fiducia nelle istituzioni».

Rotonda Salvatore Ottolenghi

Al termine dell’incontro con i sindaci astigiani che è stato suggellato dalla consegna da parte di Rasero di un magnum di Asti docg Riserva del sindaco, il Prefetto Gabrielli ha presenziato all’intitolazione della rotonda davanti alla Questura all’astigiano Salvatore Ottolenghi, padre della moderna Polizia Scientifica e all’inaugurazione di una saletta per la ricezione di denunce da parte di vittime di violenza domestica.

[Video e Foto Billi]

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