Luglio, la mappa del crimine ad Asti: omicidi, incendio, rapine
Cronaca

Luglio, la mappa del crimine ad Asti: omicidi, incendio, rapine

A segnare il mese di luglio, tra gli episodi di cronaca, è certamente l’omicidio di Calogero Pirrello, fabbro di 57 anni freddato a colpi di pistola sul pianerottolo di casa, vittima

A segnare il mese di luglio, tra gli episodi di cronaca, è certamente l’omicidio di Calogero Pirrello, fabbro di 57 anni freddato a colpi di pistola sul pianerottolo di casa, vittima dell’inquilino del piano di sopra. Scenario del delitto un’abitazione del centro, in corso Alfieri, a pochi passi da piazza Roma. La polizia arresterà l’assassino poco dopo, nei pressi del cimitero di Asti, dov’era andato per visitare la tomba della moglie. La pistola usata per l’omicidio ancora infilata nei pantaloni, carica di quattro proiettili, l’uomo, Isidoro Schillaci, 81 anni, non ha opposto resistenza agli agenti.

Un altro grave episodio si era verificato qualche giorno prima in via Badalin, nella zona del quartiere San Fedele. Una lite per strada, finita a coltellate. I carabinieri, avvisati da una telefonata al centralino, sono arrivati sul posto trovandosi di fronte un uomo riverso sul marciapiede, privo di sensi e sanguinante: un albanese di 48 anni, residente in zona, raggiunto al torace e all’addome da alcune gravi ferite da arma da taglio. L’uomo è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino; e nel giro di breve i carabinieri hanno fermato, nei pressi della sua abitazione, un altro uomo, arrestandolo per tentato omicidio.

Non ha avuto per fortuna gravi conseguenze, invece, il tentativo di rapina messo in atto da due banditi nei confronti di una tabaccheria della zona del rione San Paolo, a poca distanza dal centro storico. Pistola in pugno, un uomo ha fatto irruzione nel negozio, spintonando uno dei clienti presenti e minacciando i titolari di consegnare il denaro contenuto nel registratore di cassa. Attimi di paura, nell’orario vicino alla chiusura serale, di sabato sera: è il momento per lo più scelto dai rapinatori, come già si era verificato in altri casi. Soltanto le urla di panico della moglie dell’uomo spintonato hanno evitato che la rapina si consumasse: hanno richiamato l’attenzione dei passanti, costringendo i malviventi alla fuga a bordo di una moto di grossa cilindrata.

E con una pistola e un coltello due donne erano state minacciate, nell’androne di casa, in corso Gramsci, da due uomini, per derubarle della collana che indossavano. Una delle signore è rimasta ferita da una taglio alla mano. Donne allo stesso modo derubate della loro collana anche in corso Einaudi, in corso Casale e nella zona di corso Alba. Anziani nel mirino anche dei ladri–truffatori. Una pensionata di 82 anni derubata, nella sua abitazione di via Arduino, da una donna che si è finta inviata dall’azienda del gas. Finti tecnici del gas in azione anche in casa di anziani nella zona di viale Partigiani; mentre in via Manzoni il ladro si è fatto passare per un addetto dell’acquedotto incaricato di controllare perdite d’acqua dalle tubature.

Ed è ancora un anziano di 80 anni bersaglio di due scippatori mentre di sera passeggia in via Pietro Micca. Gli sfilano il portafoglio e fuggono, in due diverse direzioni. Ma due giovani albanesi, di 20 e 22 anni, vengono fermati da polizia e carabinieri, che per questo intervento, come in molti altri casi, hanno agito in modo congiunto. Nella “mappa del crimine” del mese di luglio anche un furto ingegnoso, al distributore “Dik Fuel” di Agliano: i ladri, nottetempo, hanno prima rubato un trattore in un’azienda agricola della zona, poi hanno usato il mezzo per “sradicare” e portarsi via la colonnina che custodisce il denaro per il rifornimento automatico.

Un impegnativo intervento anche da parte dei vigili del fuoco, chiamati a domare le fiamme che hanno provocato danni ingenti alla struttura che ospita la pista da kart in via Maggiora, nell’area industriale alle porte della città. Da segnalare anche un importante risultato ottenuto dalle forze dell’ordine. I carabinieri del comando provinciale hanno messo a segno un maxi sequestro di armi, come mai se ne erano registrati: in un vano ricavato sotto i sedili posteriori di un autocarro era nascosto un vero e proprio arsenale, fatto di 20 fucili, 13 pistole e relative munizioni. Armi provenienti da furti in abitazioni delle province di Pavia e Piacenza. Due fratelli calabresi arrestati.

Marta Martiner Testa

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