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Nizza, denunciati i basisti delle rapine alla sala slot: erano due dipendenti

L'anno scorso l'arresto di un ragazzo e della madre della fidanzata per otto colpi fra Asti e Alessandria. Ora l'individuazione di chi dava le "dritte" dall'interno della sala

Indagine proseguita dopo gli arresti

Due giovani stranieri, K. K. di 23 anni albanese e E. T. di 24 anni romeno, entrambi incensurati, sono stati denunciati dai carabinieri di Canelli per favoreggiamento: sono entrambi dipendenti della sala slot di Nizza che, l’anno scorso, è stata rapinata tre volte nel giro di poche settimane.

Una coincidenza un po’ troppo “sfortunata” che aveva portato i carabinieri della Compagnia di Canelli a sospettare dei due dipendenti i quali, oggi, sono considerati i basisti dei rapinatori arrestati esattamente un anno fa.

Accusati delle rapine, infatti, sono Sammi Luca Milano, di 24 anni, nicese e Marinella Balestrino, 52 anni, madre della fidanzata del ragazzo, residente a Calamandrana.

Il ragazzo agiva, la donna aspettava in auto

Il modus operandi delle rapine era sempre lo stesso: dentro le sale scommesse (ne sono state prese di mira numerose fra le province di Asti e Alessandria) entrava il ragazzo con il passamontagna calato sul viso imbracciando una mitraglietta Uzi (risultata poi un’arma giocattolo) e chiedeva di svuotare tutti gli incassi in un sacchetto. Poi si dava alla fuga su un’auto al cui volante lo attendeva la donna.

Accusati di otto rapine

Sono otto le rapine imputate alla coppia che è stata bloccata dai carabinieri di Canelli nell’ambito dell’Operazione Giudizio coordinata dalla Procura di Alessandria. I militari canellesi, che da mesi seguivano le tracce di Milano e Balestrino, erano riusciti a fermarli durante il loro ultimo colpo in una sala scommesse di Alessandria, arrestandoli in flagranza di reato.

In quell’occasione erano state sequestrate le armi giocattoli ma anche i passamontagna e altro materiale per mascherare il viso e la somma in contanti di 6200 euro.

I due basisti indicavano i momenti propizi

Ma i carabinieri avevano il forte sospetto che, almeno per quanto riguardava i ripetuti colpi alla sala slot di Nizza, i due non avessero agito in autonomia, visto che le rapine avvenivano sempre nei momenti di maggiore disponibilità di contanti alle casse dell’attività.

E i due denunciati, secondo le accuse, avevano proprio il compito di fornire le indicazioni della presenza di ingenti somme di denaro nella cassaforte, spostando così la “programmazione” del colpo da parte dei rapinatori nel giorno più favorevole e proficuo.

In cambio, hanno accertato i carabinieri al comando del capitano Alessandro Caprio, i due basisti ricevevano una parte di bottino.

 

 

Un Commento

  • gabriele ha detto:

    Con tanti italiani che sono senza lavoro (tra cui il sottoscritto), com’è possibile che in quella sala lavorassero un albanese e un romeno?

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