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Nizza, uomo barricato in casa con il figlio: nella negoziazione è entrato anche un Lego

Ulteriori dettagli in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto

In attesa di interrogatorio

Mentre si attende l’udienza di convalida dell’arresto per sequestro di persona del macedone quarantenne di Nizza che domenica scorsa si è barricato in casa per nove ore con il figlio di 6 anni, filtrano altri dettagli della lunga negoziazione portata avanti dai carabinieri del Comando di Asti per evitare il peggio.

Una trattativa portata avanti in prima persona dal maresciallo Alessandro Pinna  con un imponente schieramento di sicurezza che, pur rispondende direttamente al comando del tenente colonnello Pierantonio Breda, si è fatto in quattro per fare in modo che ogni “promessa” e concessione fatta all’uomo barricato potesse essere esaudita.

Il gioco richiesto dal piccolo

Ma non solo a lui. Visto che aveva con sè il figlioletto di 6 anni, il negoziatore ha continuamente cercato il dialogo anche con il piccolo. Sia per sincerarsi ciclicamente delle sue condizioni di salute, sia per trovare un punto di contatto emotivo che potesse coinvolgere anche il padre e convincerlo a desistere. E’ così che, ad esempio, ha scoperto che al bimbo piacciono molto i Lego e immediatamente altri carabinieri sono stati impegnati nella ricerca di uno di questi giochi che gli è stato consegnato come promesso appena il padre lo ha fatto uscire consegnandolo nelle braccia della moglie di un carabiniere che svolge la funzione di responsabile nella struttura in cui aveva lavorato il macedone. Una delle condizioni poste dall’uomo che hanno trovato accoglimento da parte dei carabinieri.

Si è arreso pur di non cambiare negoziatore

Fino a stamattina, poi, non si sapeva quale fosse stata la “leva” che aveva spinto il macedone, dopo nove ore di barricata, ad arrendersi al maresciallo Pinna. E’ stata la possibilità di “perderlo” come negoziatore a convincerlo ad uscire di casa e ad arrendersi. Infatti, al di là della porta dell’alloggio di piazza Marconi in cui si è consumata la drammatica giornata, al maresciallo Pinna si è unito un negoziatore del Gis di Livorno che si trovava in Piemonte, libero dal servizio, che ha voluto affiancare il collega. Insieme hanno deciso di “sbloccare” la situazione prospettando un cambio di turno fra i due negoziatori. E visto che il maresciallo Pinna si era ormai conquistato pienamente la fiducia dell’uomo barricato quest’ultimo ha scelto la resa. Ma il negoziatore astigiano non lo ha abbandonato e lo ha accompagnato prima in caserma e poi fino al carcere di Asti dove è stato rinchiuso.

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