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I mille volti
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dei "compro oro"
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Non solo crisi
I mille volti
dell'esplosione
dei "compro oro"

Un tipo di attività che, “atterrata” ad Asti ultimamente, ha registrato un boom negli ultimi quattro anni, proprio nel periodo di diffusione della crisi economica, dato che questi negozi possono rappresentare una soluzione immediata per le persone che sono in difficoltà. Sono 12 i negozi di “compro oro” attualmente aperti ad Asti, che salgono a circa 20 in tutta la provincia

Sono 12 i negozi di “compro oro” attualmente aperti ad Asti, che salgono a circa 20 in tutta la provincia. Un tipo di attività che, “atterrata” ad Asti ultimamente, ha registrato un boom negli ultimi quattro anni, ovvero proprio nel periodo di diffusione della crisi economica, dato che questi negozi possono rappresentare una soluzione immediata per le persone che sono in difficoltà, potendo cedere oggetti preziosi di famiglia quando hanno un’incombenza da pagare ma non hanno contanti a disposizione.

Per aprire un negozio di questo tipo, in base al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Regio decreto numero 773 del 18 giugno 1931), è necessaria l’autorizzazione della Questura (che si aggiunge, ovviamente, agli altri permessi necessari per avviare un’attività commerciale), rilanciata nello specifico dall’Ufficio di Polizia amministrativa e sociale. Ufficio della Questura che, nel corso del 2011, ha addirittura ricevuto in media una richiesta al mese da parte di potenziali nuovi esercenti, segno dell’interesse crescente verso questo tipo di attività.

Per poter aprire un negozio di questo tipo non servono requisiti particolari, se non quello di non avere precedenti penali, soprattutto nell’ambito del riciclaggio. Solitamente l’autorizzazione riguarda solo l’attività di “compro oro”, in base a cui il negozio può solo acquistare oro e gioielli che poi manda in fonderia. Di conseguenza è ovvio che il prezzo viene stabilito non sulla base del valore del gioiello in sé e della sua lavorazione, ma sulla base della materia prima che lo compone. Una volta fissato il prezzo, in base alla nuova legge sulla tracciabilità dei pagamenti, il titolare del negozio può corrispondere al cliente il prezzo pattuito in contati fino a 999,99 euro, altrimenti tramite bonifico o qualsiasi altra modalità che consenta di tracciare il pagamento.

Ma come si comporta il “buon” titolare di un negozio di “compro oro”?
Secondo quanto riferisce l’Ufficio della Polizia sociale e amministrativa, deve innanzitutto identificare la persona che vi si rivolge per vendere i preziosi, registrando tutti i dati richiesti dal Testo unico su apposito registro e chiedendo il documento di identità, che va fotocopiato o scannerizzato in modo da avere una garanzia di affidabilità di chi si rivolge al negozio e prevenire i tentativi di riciclaggio di merce rubata. In caso di dubbio, magari perché il gioiello proposto è di elevato valore, è bene che il titolare si rivolga alle Forze dell’Ordine per segnalare il fatto. Dopodiché, per legge, non può fondere ciò che acquista per un totale di 10 giorni, in modo che, in caso di indagini inerenti furti di oro e gioielli, le Forze dell’Ordine abbiano il tempo di recuperare l’eventuale merce rubata che i delinquenti avessero cercato di smerciare in questi negozi.

Elisa Ferrando

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