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Partita da Asti la denuncia per quel concorso in magistratura molto sospetto

Uno dei due firmatari dell'esposto al Csm e al Ministero è un candidato astigiano. Tutte le anomalie che ha riscontrato dopo aver avuto accesso agli atti

La storia si ripete

Ci risiamo. Ancora una volta è un astigiano che solleva pesantissimi dubbi sulla correttezza dell’operato della Commissione che ha presieduto un concorso per magistrati. A quasi trent’anni dalla denuncia dell’avvocato Pierpaolo Berardi sul concorso “truccato” in cui il suo tema non fu neppure corretto, un altro avvocato astigiano, che per ora non acconsente ad essere nominato, ha presentato un esposto al Ministero della Giustizia e al Csm a doppia firma con un candidato di Milano.
E i contenuti sono sorprendentemente simili a quelli che l’avvocato Berardi presentò nel 1992.

Il concorso un anno fa

C’è voluto un anno per avere l’accesso agli atti dopo gli esiti del concorso che si è tenuto agli inizi di giugno del 2019, ma quando il candidato astigiano escluso ha cominciato ad analizzarli sono subito saltate agli occhi numerose anomalie.
Un “lavorone”, quello fatto dai due candidati, perchè si sono riletti i temi dei candidati che hanno passato il concorso e in una parte di questi hanno trovato errori inconcepibili per giuristi che si avviano alla carriera di magistrati.

Errori grossolani per giuristi destinati a diventare magistrati

Grossolani errori concettuali su principi basilari del codice penale e civile con elaborati che sono andati in pieno fuori tema sviluppando argomenti che non erano oggetto della traccia.

Elaborati in disordine con asterischi e segni di riconoscimento

E poi il disordine con il quale molti degli elaborati contestati sono stati presentati.
Nell’esposto si parla di profusione di asterischi e altri segni che invece, secondo il regolamento del concorso, non possono essere accettati, in quanto possono essere ritenuti indicazioni di riconoscimento che fanno venire meno uno dei requisiti fondamentali: l’anonimità dei testi in fase di correzione della Commissione.

Quelle strane scritte come “BELLA 1”

Non solo. Oltre ai segni riconoscibili compaiono in alcuni temi anche delle parole scritte in stampatello, tipo “BELLA 1” e “BELLA 2” che non hanno alcuna attinenza con il tema da sviluppare. In un altro caso, invece, il testo “salta” le prime righe, che restano in bianco. In un altro il testo viene diviso in un’impaginazione del tutto fantasiosa e difficile da comprendere. Tutte queste stranezze potrebbero essere dei segni di riconoscimento per i membri della commissione.

Scritti pieni di errori di sintassi, logica e con errori grammaticali

Insieme alle numerose anomalie di sostanza delle risposte (cioè totalmente sbagliate), i due candidati firmatari dell’esposto hanno anche rilevato diffusi errori di sintassi e, in non pochi casi, anche grammaticali. Di quelli, per intenderci, che non si dovrebbero più fare a partire dalla seconda elementare, come l’uso sbagliato dell’apostrofo.
Questi errori non possono aver “premiato” il candidato, perchè fra i requisiti vi è anche l’esposizione chiara e corretta con linguaggio appropriato.

Il mistero sul calendario delle correzioni

Ultimo, ma non meno importante argomento di contestazione, è quello che riguarda il calendario di correzione dei temi e i tempi impiegati.
Nel caso dell’esposto “madre” presentato da Berardi trent’anni fa, fu proprio il calcolo del tempo medio di correzione di ogni tema a far capire come alcuni non fossero neppure stati letti.
Considerando che sono scritti a mano, sono mediamente lunghi e trattano di argomenti piuttosto complessi, sapere inizio e fine di ogni sessione di correzione da parte di commissioni e sotto commissioni esaminatrici dà già una buona indicazione sull’accuratezza dell’analisi di ogni singolo tema.

Dubbi sui tempi  lettura e valutazione degli elaborati

Ebbene, per gli atti del concorso del giugno dello scorso anno, non sono stati prodotti i verbali contenenti il calendario di composizione delle sottocommissioni e nei verbali di correzione non sono chiare le sequenze numeriche dei testi corretti nè le tempistiche al netto delle pause pranzo.
Il candidato astigiano e il suo collega milanese si sono rivolti a Ministro e Csm per denunciare i grossolani vizi compiuti durante l’intera procedura concorsuale sottolineando che il giudizio di idoneità ottenuto da una parte di alcuni candidati è “palesemente illogico e sviato”.
Il Csm, al ricevimento di questo esposto, ha annunciato l’apertura di un’indagine interna.

Daniela Peira

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