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Pecore sbranate da cani e non da lupi

Arriva la conferma: le pecore sbranate a Castelnuovo Don Bosco sono opera di cani inselvatichiti, non di lupi. Lo dicono le analisi sul Dna dei resti degli animali aggrediti. Appello per chi avvistasse il piccolo branco di tre cani.

Pecore sbranate da cani e non da lupi

Le pecore aggredite in frazione Ranello di Castelnuovo Don Bosco nei giorni scorsi non sono state attaccate da lupi, ma da cani inselvatichiti. E’ arrivata la certezza di quanto già dichiarato da una guardaparco della Collina del Po chiamata ad indagare dopo la violenta aggressione e dopo la diffusione di un’isteria collettiva legata alla paura dei lupi. La guardaparco aveva escluso che si potesse trattare di lupi, dopo l’analisi delle modalità di attacco e del tipo di morsi lasciati sulle pecore e sulle capre.

La certezza data dagli esiti del DNA

La certezza arriva dall’esito del Dna prelevato dalle carcasse degli animali aggrediti. Le analisi sono state eseguite dal Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’niversità di Torino e dall’Istituto Zooprofilattico.

«Il gruppo di ricerca ha effettuato le verifiche tecniche giungendo alla conclusione che non si tratta di esemplari di lupo bensì di cani – si legge in una nota stampa dell’ente Aree Protette del Po Torinese – A ciò si è aggiunta anche la notizia che un cane di taglia grande, simile ad un cane lupo con manto chiaro e testa scura e due di taglia media simili a labrador scursi sono stati colti sul fatto mentre aggredivano delle capre. I tre animali sono stati visti anche in altre occasioni durante altre aggressioni ad altri animali».

Un appello in caso di avvistamenti

Le Aree Protette invitano dunque tutti i cittadini a segnalare ai Comuni e agli enti preposti, eventuali avvistamenti di branchi o di singoli cani che si aggirano nei territori collinari del nord astigiano a cavallo con la collina torinese.