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Profugo vandalo: il giudice ordina perizia psichiatrica

Distrusse i vetri di otto auto parcheggiate in piazza Catena. Il dottor Occhionero dovrà stabilire se era capace di intendere e di volere all'atto del gesto

Profugo vandalo: era capace di intendere e di volere?

A distanza di poco più di una settimana dal raid vandalico che ha colpito e distrutto i vetri davanti e dietro di otto auto parcheggiate in piazza Catena, il giovane richiedente asilo della Guinea responsabile del gesto è di nuovo comparso davanti al giudice Carena.
Doveva essere un processo per direttissima con conclusione nella mattinata di lunedì, ma le procedure si sono un po’ complicate ed allungate.

Le domande al perito

Intanto è stata richiesta una perizia psichiatrica su M. D., 20 anni e a tale scopo è già stato affidato l’incarico al dottor Occhionero.
Due i quesiti ai quali dovrà rispondere dopo averlo visitato ed ascoltato: se il ragazzo è in grado di seguire un processo a suo carico e se era capace di intendere e di volere la sera in cui ha fatto un “macello” in piazza Catena con le auto lasciate lì dai loro proprietari.

Rifiuta lo “sconto” e preferisce andare a processo

L’altro colpo di scena è stato il rifiuto, da parte del ragazzo, di essere giudicato con il rito abbreviato, attingendo così ad una riduzione di pena. Nonostante le spiegazioni del suo avvocato d’ufficio, Laura Novara tradotte da un interprete connazionale, il ragazzo ha dichiarato di preferire il processo ordinario. Poi, a piede libero, è tornato nel centro di accoglienza di Castello d’Annone che lo ospita da lunedì scorso e lì attenderà la decisione del giudice sulla revoca del foglio di via dal Comune di Asti.
Il richiedente asilo, che era ospitato nel centro di accoglienza all’ex seminario, in pochi minuti, imbracciando una palina segnaletica provvisoria di ferro, aveva frantumato i vetri di otto auto parcheggiate.

Auto prese a sassate in corso Dante

Sabato scorso, invece, non i vetri ma la carrozzeria di un’auto è stata rovinata da alcune sassate lanciate da sconosciuti verso un’auto in transito alla cima di corso Dante.
L’automobilista stava vagando alla ricerca di un parcheggio in cui lasciare l’auto per andare al cinema, quando ha sentito il forte colpo. Appena il tempo di fermarsi ma chi ha lanciato il sasso si era dileguato o nascosto.

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