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Prostitute: così i clienti si innamorano

Ventisei storie vere raccontate dal confessore Ugo, alias narrativo di Alberto Mossino, presidente del Piam onlus, nel suo libro "L'amore vero l'ha fatto solo con me". I racconti tratteggiano il mondo della prostituzione nigeriana come non l’abbiamo mai vistasi soffermandosi soprattutto su tutto quanto ruota intorno ad esse, in particolar modo sui loro clienti. Storie che non contengono scene di sesso né di malavita e che raggiungono vette esilaranti e profonde amarezze…

Chiari, concisi, dissacranti, curiosi esempi di come la realtà superi la fantasia; in 26 racconti Alberto Mossino, presidente del Piam onlus, tratteggia il mondo della prostituzione nigeriana come non l’abbiamo mai vista. O meglio, non racconta tanto la vita di strada delle ragazze che negli anni sono passate attraverso i consigli dell’unità di strada o si sono rifugiate nelle case di accoglienza dell’associazione, ma si sofferma su tutto quanto ruota intorno ad esse, in particolar modo sui loro clienti.

Storie che non contengono scene di sesso né di malavita e che raggiungono vette esilaranti e profonde amarezze ma che sono ancora più godibili se si pensa che sono tutte rigorosamente vere. «Sono il riassunto di dieci anni di lavoro sociale con il Piam –racconta Mossino- Dietro ogni fascicolo per l’ottenimento del permesso di soggiorno, vi sono state ore di storie e di confidenze della ragazze e decine di telefonate e incontri con i clienti più affezionati e strani decisi a tutti i costi a redimerle ed aiutarle».

Dalle storie delle ragazze si arriva inevitabilmente ad una fotografia del mondo maschile che le frequenta, dalla sessualità alla loro affettività. «La morale è che gli uomini vanno dalle donne di strada in cerca di affetto, di una relazione e di compagnia, più che di sesso –è la conclusione di Mossino- e spesso mentono a loro stessi pur di continuare a credere in amori che non esistono e non esisteranno mai». Uomini adulti che spesso sono ancora fortemente condizionati dalle madri o dalle zie che, manco a dirlo, non prendono neppure in considerazione l’idea che il figlio si innamori di una prostituta.

Situazioni tragicomiche che vengono raccontate nel romanzo da Ugo, l’operatore sociale. «Ugo sono io, Ugo è Piero (Vercelli, ora assessore ai servizi sociali), Ugo sono le mediatrici culturali che hanno lavorato e lavorano per il Piam –spiega Mossino- è l’operatore che risponde al telefono ad ogni ora del giorno e della notte, che ascolta le storie delle ragazze, che tiene i contatti con le istituzioni, che viene chiamato a fare da paciere con i fidanzati italiani, che diventa il confessore di amanti traditi o speranzosi».

I nomi sono di fantasia, ma le situazioni sono decisamente vere e, teme Mossino, più di qualche lettore potrà riconoscersi in quello che ho raccontato. Ma ne valeva la pena, perché la gente deve sapere che la prostituzione è davvero un mondo a parte, dove regole e sentimenti hanno dinamiche particolari e dove si muovono molte persone “perbene” e “normali”. Un mondo vicinissimo a noi. Anche se lo crediamo lontano.

Daniela Peira

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