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Rapinatore preso grazie al “pedinamento virtuale”

Le telecamere lo riprendono mentre punta un coltello contro l'impiegato di una sala scommesse di Canelli. E poi lo seguono nella fuga. Arrestato dai carabinieri

Passione del gioco

Ha messo insieme due sue grandi passioni, le scommesse e le rapine, ma non gli è andata molto bene ed è finito nuovamente in carcere.
Parliamo di Sammy Luca Milano, 27 anni, accusato di essere l’autore della rapina alla sala scommesse Sisal Match Point di Canelli avvenuta il 31 maggio.
Il rapinatore aveva fatto un “sopralluogo” nel pomeriggio, anche se, essendo un frequentatore abituale delle sale scommesse, conosceva già bene il posto. Poi è tornato alla chiusura dell’attività e ha atteso l’impiegato sulla soglia. Quando il ragazzo è uscito per tirare giù le serrande, lo ha affrontato, gli ha puntato un coltello alla gola e lo ha fatto rientrare, obbligandolo a consegnare l’incasso, circa 1300 euro.

Ha finto l’accento straniero

Per cercare di confondere le acque, ha anche finto un accento straniero, sperando di essere scambiato per un bandito dell’Est Europa. Prima di darsi alla fuga, il rapinatore ha scollegato il monitor della sicurezza e lo ha portato con sè sperando così di far sparire le immagini che avevano ripreso tutto. Invece era già finito tutto registrato nel server e proprio quei filmati sono stati utilissimi ai carabinieri del capitano Alessandro Caprio per arrivare in poche ore all’individuazione del presunto autore.
Intanto partendo dalla descrizione del rapinatore fatta dall’impiegato rapinato.
Nonostante non lo abbia visto in volto (si è alzato uno scaldacollo per coprirsi il viso), è stato in grado di fornire altri particolari fisici che hanno ricondotto i militari a Milano.

Agganciato dalle telecamere di sorveglianza

Una volta “agganciato” il rapinatore con le immagini della videosorveglianza interna, grazie alle altre allestite in giro per la città, messe a disposizione dalla Polizia municipale canellese, i militari sono riusciti a “pedinarlo” virtualmente.
Lo hanno visto fare il sopralluogo, hanno colto il momento della minaccia e della rapina e poi la fuga.
«Un lavoro minuzioso che ha messo a sistema tutte le telecamere che hanno ripreso il passaggio del rapinatore» ha commentato soddisfatto il comandante provinciale dei carabinieri di Asti, tenente colonnello Pierantonio Breda.

Da poco era in libertà (o quasi)

Milano da poco aveva ottenuto di poter circolare in provincia di Asti (senza sconfinare) dopo un periodo di libertà vigilata preceduto dagli arresti domiciliari e prima ancora il carcere.
A lui, infatti, sono imputate, ad oggi, otto rapine, tutte in sale giochi e una ad un disabile di Nizza che era stato seguito dal bar fino alla sua abitazione.
Rapine che, dicono gli inquirenti, servivano ad alimentare la sua passione per le scommesse e l’amore per la bella vita e per un tenore decisamente superiore alle sue possibilità economiche.
E avevano anche un risvolto psicologico: quello di “riprendersi” i tanti soldi persi nelle giocate.

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