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Ritrovamento di Federica Farinella, per la Procura è un caso chiuso

Niente fa pensare che la ragazza sia stata uccisa

Un’attesa lunga 19 anni che si è chiusa con la notizia più tragica che ci si potesse aspettare: Federica Farinella, la modella di 30 anni scomparsa il 2 settembre dalla seconda casa della famiglia ai confini fra Chiusano e Montechiaro, è deceduta e di lei si sono ritrovati solo il cranio e un femore.
Il ritrovamento risale a due mesi fa ad opera di un cacciatore della zona che, battendo un bosco di Camerano Casasco, a meno di un chilometro dalla casa dei Farinella, si è imbattuto nei resti umani e ha chiesto l’intervento dei carabinieri. La notizia è stata tenuta segreta fino a quando non è arrivato il responso della comparazione del Dna estratto da un dente con quello depositato dalla famiglia Farinella. Una risposta che non lascia più spazio alla speranza di ritrovarla in vita: quei resti appartengono alla giovane modella. La notizia ha raggiunto il padre Francesco negli ultimi giorni dell’anno e in poche ore ha fatto il giro d’Italia, considerando anche il suo ruolo di presidente dell’Associazione Penelope che si occupa proprio delle persone scomparse.
Per la Procura di Asti, allo stato attuale, non c’è nulla che faccia pensare a responsabilità di terze persone nell’allontanamento da casa e nella morte di Federica.
La vicenda è seguita dal sostituto procuratore Davide Greco con la supervisione del procuratore Alberto Perduca. Al ritrovamento dei resti, oltre al Dna, è stato eseguito anche un esame esterno da parte di due consulenti esperti in analisi di resti ossei e le lesioni riscontrate sono tutte post mortem. Il sostituto procuratore ha anche provveduto a far setacciare un’ampia zona di sottobosco circostante l’area di ritrovamento, alla ricerca di altri resti, ma non è stato trovato nulla di più. Mettendo insieme queste risultanze che non fanno pensare ad una morte violenta con gli atti contenuti nell’ampio fascicolo aperto all’epoca della scomparsa, la Procura ha già annunciato che, al momento, la vicenda si chiude qui. Tanto che i resti sono già stati messi nella disponibilità della famiglia.
La famiglia ha già fatto pervenire, attraverso i suoi consulenti, una richiesta di accesso agli atti del ritrovamento e se dalla loro analisi dovessero nascere nuovi spunti di indagine, la Procura si è dichiarata disponibile ad intraprendere altre investigazioni.

Daniela Peira

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