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Tende in parrocchia per ospitare i pachistani e riapre l’hub di Annone

L’emergenza profughi investe anche l’Astigiano e il Prefetto prende decisioni per non lasciare nessuno al freddo. Attualmente la nostra provincia può ospitare più di mille richiedenti asilo. Un privato dona una tenda termica ai ragazzi all’ex Q8

La prima è comparsa domenica mattina sul campo estivo da bocce del Circolo Bosticco, di spalla all’oratorio della Torretta; ieri pomeriggio è stata allestita invece vicino alla parrocchia del Sacro Cuore del quartiere di corso Alba. Sono le tende blu della Protezione Civile, riscaldate, per ospitare i richiedenti asilo pachistani che da settimane ormai sostano davanti alla Questura di Asti in attesa di essere identificati e di poter presentare così domanda di riconoscimento dello status di rifugiato politico.
Una soluzione perseguita dal prefetto di Asti, Claudio Ventrice e dal Questore Sebastiano Salvo per trovare una sistemazione, anche se provvisoria, a questi ragazzi che per molte notti hanno dormito all’addiaccio sugli scalini della Questura o, da qualche tempo, a poca distanza, sotto la pensilina dell’ex distributore Q8 dismesso da tempo.
La Caritas, guidata da Beppe Amico, si occupa di dare loro una colazione calda e rifornirli di abiti e coperte oltre che di aprire il centro diurno Il Samaritano per usufruire di docce calde. Pranzo e cena sono assicurati dalla mensa comunale mentre la Caritas interviene di nuovo nella giornata di domenica in cui questo servizio è chiuso.
Situazione già nota che però, con il sopraggiungere del freddo diventa di particolare urgenza.
Chiunque passasse davanti alla Questura non poteva non notare i “fagotti” imbaccucati in piumoni e sacchi a pelo. Nei giorni di pioggia, per trovare riparo, si sono spostati nell’area dell’ex Q8 dove, nei giorni scorsi è comparsa anche una piccola tenda in grado di accogliere al massimo due persone.

La tenda è stata acquistata e donata, insieme a coperte e cuscini, da un residente del palazzo di fronte, Massimiliano Vettoretti che, ha detto: <Li cedo sempre dalle finestre di casa mia e quando ha cominciato a fare freddo sul serio, di notte, mi hanno fatto pena. Così ho pensato di fare la mia parte per dare un po’ di conforto e riparo a quei ragazzi sperando che presto le istituzioni trovino loro un posto più accogliente>.
«Una situazione inaccettabile – dice il Prefetto di Asti che però deve fare i conti con i posti disponibili nei centri di accoglienza del territorio – Siamo saturi, abbiamo tutti i Cas al completo per i continui invii dal Ministero dei profughi sbarcati sulle coste siciliane. Solo nove giorni fa ne sono arrivati 37 ed entro la fine della settimana ne arriveranno altri 33».
I profughi pachistani che arrivano attraverso la cosiddetta “rotta balcanica” vengono sistemati nei Cas mano a mano che si libera qualche posto. Ma sono sempre meno del necessario.
Così il Prefetto, che ha una lunga esperienza in fatto di immigrazione avendo presieduto per otto anni la Commissione Richiedenti Asilo di Novara sovrintendendo ad oltre 800 colloqui con profughi provenienti da ogni parte del mondo, ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione di riaprire l’ex deposito dell’Aeronautica di Castello d’Annone, seppur non in forma di hub ma di centro di accoglienza. Affidandone la gestione, per i prossimi due mesi, alla Croce Rossa, Comitato di Asti che ieri sera aveva già riallestito tutto ed era pienamente operativa.
«Lì abbiamo recuperato un’ottantina di posti – prosegue il Prefetto – che potrebbe darci la possibilità di accogliere anche qualcuno dei richiedenti asilo pachistani attualmente fuori dai Cas».
Le due tende della Protezione Civile sono in grado di ospitare complessivamente 12 persone e, secondo il “censimento” fatto dalla Questura, sono attualmente 26 i pachistani in attesa di essere identificati. Tenendo conto che, di questi, oltre la metà arriva ogni mattina in treno da Torino e non passa la notte nella nostra città.
Con la riapertura del centro di Castello d’Annone sale ad oltre mille la disponibilità di posti nell’Astigiano, posizionando la nostra provincia fra quelle che, in Piemonte, accolgono più richiedenti asilo.

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