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Tribunale di Asti: dopo lo scivolone sulla sentenza senza arringa, il giudice chiede il trasferimento

Alla Corte d'Appello di Torino. Probabilmente lo sostituirà il dottor Giannone che lascia l'ufficio del gip per andare in dibattimento. La replica del presidente agli avvocati

Applicato alla Corte d’Appello di Torino

E’ stato lo stesso giudice Roberto Amerio, nell’occhio del ciclone insieme alle colleghe Beconi e Bertolino per una sentenza dettata senza aver prima sentito l’avvocato difensore, ad annunciare questa mattina la sua richiesta di trasferimento alla Corte d’Appello penale di Torino per un’applicazione iniziale di 6 mesi prorogabile di altri 6.

Una decisione scelta per stemperare un po’ la tensione che aleggia in tribunale dopo l’episodio successo il 18 dicembre quando il collegio formato dai tre giudici è uscito con una sentenza di condanna a 11 anni a carico di un uomo accusato di violenza sessuale sulla figlia senza essersi accorti che il difensore dell’imputato non aveva ancora fatto l’arringa.

Avvocati in stato di agitazione

E’ soprattutto il fronte degli avvocati astigiani e piemontesi quello più caldo. Di pochi giorni fa la decisione, al termine di una estenuante assemblea congiunta fra l’Ordine degli Avvocati e la Camera Penale di Asti, di dichiarare lo stato di agitazione cui far seguire eventuali astensioni dalle udienze se non fosse arrivato un segnale forte da parte della magistratura a fronte di un fatto di tale gravità.

La notizia della richiesta di trasferimento di Amerio sarà valutata anche nell’assemblea della sezione della Camera Penale di Asti (una sorta di “sindacato” degli avvocati) fissata per questa sera con il presidente torinese per decidere le modalità con le quali attuare le azioni di protesta decise nella delibera congiunta della scorsa settimana.

Con il trasferimento, seppur temporaneo del dottor Amerio a Torino e la nomina della dottoressa Chinaglia al Csm avvenuta ad inizio dicembre, in un mese il Tribunale di Asti perde due giudici del suo organico.

Cosa succederà al processo Barbarossa?

Un problema non da poco che dovrà superare il primo banco di prova proprio domattina, martedì, alla ripresa delle udienze per il processo Barbarossa sulle infiltrazioni n’dranghetiste fra Asti e Costigliole, con numerosi imputati.

Inizialmente presieduto dalla dottoressa Chinaglia, il processo aveva già visto un primo avvicendamento con il dottor Amerio (nella foto con i giudici Dovesi e Bonisoli all’udienza scorsa) e ora subirà un ulteriore cambio del presidente del collegio. Secondo indiscrezioni, il dottor  Giannone avrebbe accettato di transitare dal ruolo dei gip a quello dei giudici di dibattimento, andando a sostituire il dottor Amerio nei suoi processi.

Previste due udienze in trasferta per videoconferenza

Non è ancora chiaro se sarà già presente all’udienza di domattina di Barbarossa o se sarà ancora il dottor Amerio a presiederla. Dovrebbe comunque trattarsi di un’udienza interlocutoria per stabilire il cronoprogramma del processo che prevede, fra l’altro, due udienze in trasferta nelle aule della Corte d’Appello di Torino attrezzate per le videoconferenze con testimoni e coimputati in carcere.

L’intervento del presidente Girolami

Ed è di ieri la replica del presidente del Tribunale di Asti, il dottor Giancarlo Girolami, ai duri attacchi sferrati dagli avvocati astigiani nei confronti dei giudici responsabili dell’errore in udienza.

Di seguito il testo integrale.

«Con riferimento ai fatti accaduti nell’udienza del 18 dicembre 2019, davanti alla sezione penale del Tribunale di Asti, consapevole del disagio che i fatti possono aver provocato, sento il dovere di precisare, anche per completezza di informazione nei confronti dei cittadini e dell’opinione pubblica, che i responsabili di Tribunale e Procura della Repubblica di Asti hanno, con piena trasparenza e senza il benché minimo indugio, curato la ricostruzione dei fatti informando gli organi e le autorità cui spetteranno le valutazioni e determinazioni nel rispetto del contraddittorio, cercando anche di adottare tutti i provvedimenti atti ad evitare che simili fatti possano verificarsi in futuro. Sono convinto che fermezza ma anche serenità  si impongano a tutti coloro che, con diversi ruoli sono chiamati a contribuire al buon andamento della amministrazione della giustizia. Nel ribadire la consapevolezza della gravità di quanto accaduto ritengo opportuno attendere lo sviluppo degli iter procedurali attivati e gli eventuali provvedimenti conseguenti, non traendo affrettate e non condivisibili valutazioni e giudizi negativi nei confronti di tutta la magistratura che, anche nel nostro circondario, si è  sempre adoperata senza risparmio di energie ed impegno al fine di amministrare la Giustizia nel modo più adeguato e con risultati positivi da tutti riconosciuti sia nel merito delle decisioni che in punto celerità della medesime».

 

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