Appalti e trasporti disabili, Il Faro:"Il Comune non ha salvato i lavoratori"
Economia

Appalti e trasporti disabili, Il Faro:
"Il Comune non ha salvato i lavoratori"

Gli amministratori della cooperativa che gestiva il trasporto dei ragazzi disabili nelle scuole puntano il dito contro l'amministrazione comunale dopo aver perso l'appalto. «Un bando che punta esclusivamente al massimo ribasso», accusano. «E se qualche lavoratore è stato reimpiegato, non è certo merito del Comune»

«Non è nostra intenzione fare polemica, ma ci sembra utile precisare alcune cose in riferimento a quanto affermato dall’assessore Marta Parodi in merito al passaggio dalla cooperativa Il Faro alla Azienda Autonoleggio Torino del servizio di trasporto dei ragazzi disabili a scuola». A parlare sono Giovanni e Giorgio Maldonese, il primo presidente e storico fondatore della cooperativa, il secondo suo figlio e amministratore. Intanto vogliono specificare che, se dopo 20 di ininterrotto servizio vinto sempre dal Faro come unica ditta partecipante e quest’anno il bando è stato vinto da altri, è perché, per la prima volta sono stati cambiati i termini dell’appalto. «Quelli precedenti erano all’insegna dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ovvero il punteggio finale derivava da una componente qualitativa e da una che riguardava il prezzo. E Il Faro, evidentemente, era fra i pochi a poter sostenere questi requisiti. L’ultimo bando, invece, quello della giunta Brignolo, punta esclusivamente al massimo ribasso» spiegano i Maldonese.

Qualcosa da ridire anche sulla salvaguardia dell’occupazione degli autisti. «Se qualche posto di lavoro si è salvato, è grazie all’impegno nostro, di Trento della Cgil e dell’Ufficio provinciale del lavoro di Asti con il quale abbiamo collaborato per evitare al minimo gli esuberi. Non certo grazie al Comune che, nel bando, non ha neppure introdotto la diffusa clausola di salvaguardia dell’occupazione». Perdendo l’appalto, Il Faro ha registrato 9 esuberi fra gli autisti: di questi 4 sono rimasti lo stesso in seno alla cooperativa sperando nei prossimi mesi di trovare nuovi incarichi per garantirne l’occupazione. La ditta aggiudicatrice dell’appalto ne ha poi assorbiti altri quattro, mentre un altro autista, padre di due figli, è attualmente disoccupato.

Secondo i termini contrattuali del precedente appalto, alla Cooperativa Il Faro poteva ancora essere concessa una proroga a tutto il 2013, consentendo la predisposizione più ragionata di un nuovo bando. «Considerando poi che è stato nuovamente affidato il servizio di sorveglianza sugli autobus ai volontari dell’Auser –conclude Giovanni Maldonese- Nulla da dire ovviamente contro il mondo del volontariato che stimiamo , con il quale collaboriamo da anni e di cui, personalmente, io e mio figlio facciamo parte. Però, nel precedente contratto, era previsto un rimborso spese all’associazione di quasi 50 mila euro per questo servizio, vale a dire lo stipendio di due persone. Anche in questo caso, quando a settembre 2011 la sorveglianza è passata all’Auser, sono rimasti senza incarico alcuni nostri soci-lavoratori qualificati OSS che eseguivano quella stessa mansione». Con la conclusione che il volontariato non può sostituire gente a busta paga. «Hanno trattato un appalto così delicato alla stregua di un appalto per le pulizie, senza tener conto della particolarità del servizio» concludono i Maldonese.

Daniela Peira

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