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In arrivo l’Assegno unico e universale: ecco cosa cambia

Scadenze e regole della nuova misura destinata a chi ha figli a carico. Sarà pagata da marzo sul conto corrente assorbendo diverse prestazioni

E’ arrivata la rivoluzione dell’Assegno unico e universale.
Dallo scorso 1° gennaio, infatti, è possibile inoltrare la richiesta per ottenere, a partire da marzo, questo supporto economico mensile che assorbe diverse prestazioni a sostegno della genitorialità che prima erano distinte: assegni familiari, Bonus mamma domani, assegni ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, detrazioni fiscale per i figli fino a 21 anni, Bonus bebé. Rimane quindi, a parte, unicamente il Bonus asilo nido.
L’assegno unico è previsto per tutti coloro che hanno figli a carico dal settimo mese di gravidanza fino a 21 anni di età.
La misura, quindi non sarà più prevista solo per i lavoratori dipendenti, come nel caso degli attuali assegni familiari.

Le indicazioni di Claudio Griguol (Inas Cisl)

«L’Assegno unico – spiega Claudio Griguol (Patronato Inas Cisl) – spetta a tutti i genitori, anche se disoccupati. E’ previsto per i cittadini italiani; i cittadini stranieri comunitari con residenza in Italia; i cittadini stranieri con titolo di soggiorno o permesso di asilo politico (esclusi permessi della Questura di carattere umanitario). A differenza degli assegni familiari, versati in busta paga, l’Assegno unico verrà pagato, sempre mensilmente, direttamente dall’Inps sul conto corrente del richiedente. In questo modo si eviteranno anche quei contenziosi cui abbiamo assistito in questi anni tra lavoratore dipendente e datore di lavoro che, a volte, non corrispondeva in maniera corretta gli assegni».
Se si vuole seguire l’iter standard è necessario prima redigere l’Isee (in autonomia sul sito dell’Inps o gratuitamente presso un Caf), fondamentale per calcolarne l’importo. Esistono tre principali fasce di reddito (15mila euro, 25mila euro e 40mila euro) per definire l’ammontare di ogni assegno, che va dai 175 ai 25 euro e varia, oltre che per il reddito, in base all’età del figlio e all’eventuale presenza di disabilità (previste anche alcune maggiorazioni, ad esempio per ciascun figlio successivo al secondo e per le mamme sotto i 21 anni). Attenzione, però. Quando si va in un Caf per redigere l’Isee non si ha in mano subito il documento, ma la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). L’Isee – che quest’anno riguarda la situazione reddituale del 2020 e del 2021 di tutti i componenti lo stato di famiglia – verrà spedito dall’Inps al Caf presso cui è stato compilato dopo circa 10 giorni.
In alternativa, comunque, è anche possibile presentare la domanda senza Isee: in questo caso si finirà automaticamente nella fascia di reddito più alta (sopra i 40mila euro). Ma, se si consegnerà il documento entro il 30 giugno, l’importo verrà rimodulato concedendo anche gli arretrati. Stesso discorso vale per la domanda dell’Assegno unico: anche se comincerà ad essere pagato da marzo, presentando la domanda entro il 30 giugno si avrà diritto agli arretrati. Dal primo luglio verranno invece persi».

Quando inoltrare la domanda

La domanda va inoltrata una volta sola all’anno: se intervengono cambiamenti nel nucleo familiare che determinano differenze nell’importo (ad esempio, la nascita di un figlio), si aggiorna l’Isee che poi, automaticamente, comporta il ricalcolo dell’assegno. Da ricordare che la richiesta può essere avanzata da un solo genitore o da entrambi (in questo caso l’importo viene diviso al 50%).

Il commento di Luca Quagliotti (Cgil)

Da sinistra Luca Quagliotti, Marco Ciani e Armando Dagna

«In sé l’assegno unico familiare dovrebbe essere una misura equa. Uso il condizionale perché fino a quando non vedrò gli applicativi e la metodologia organizzativa di Inps e Agenzia delle Entrate preferisco non sbilanciarmi, anche considerando le nuove tempistiche organizzative».
Sono le parole di Luca Quagliotti, segretario generale provinciale Cgil. «“Sulla carta” l’assegno unico familiare dovrebbe essere meno complicato rispetto alle misure precedenti e dovrebbe premiare le famiglie più numerose. Di sicuro creerà una mole di lavoro molto elevata ai Caf (per la compilazione dell’Isee) e ai patronati (per l’inoltro della domanda) che si vedranno concentrato il lavoro in poche settimane senza vedersi riconosciuto alcun aiuto dallo Stato».
L’aspetto sicuramente negativo, secondo Quagliotti, è poi il fatto che questa misura sia associata ad una riforma Irpef «assolutamente iniqua». «La riforma, come emerso dopo l’approvazione della Finanziaria a fine dicembre – continua – premia i redditi medio-alti. Basti pensare che il risparmio per un reddito da 50mila euro passerà ad oltre 500 euro all’anno, mentre per chi ha un reddito sui 20mila euro sarà di 100 euro circa all’anno. Come diciamo da tempo, occorre una seria riforma dell’Irpef che finalmente vada a vantaggio dei redditi medio bassi (lavoratori e pensionati)».

Le parole di Marco Ciani (Cisl)

Convinto dei vantaggi che porterà l’assegno unico è Marco Ciani, segretario generale Cisl Alessandria Asti.
«L’assegno unico universale – afferma – è una novità positiva che semplifica il quadro precedente, portando benefici a tutti, a parte qualche caso veramente minoritario. Questa misura rispecchia ciò che chiedevamo da tempo, ovvero un meccanismo di tipo universale. La frammentazione, come dimostrano le misure per la disoccupazione e quelle per gli ammortizzatori sociali, lascia soltanto in campo l’inuiquità, implicita nei sistemi frammentati».

L’opinione di Armando Dagna (Uil)

Commento parzialmente positivo anche da parte di Armando Dagna, segretario generale Uil Asti Cuneo. «Sicuramente – dichiara – è uno strumento importante, che fornisce le stesse opportunità a tutti i cittadini dal momento in cui vengono al mondo, tutelando anche le donne. Ritengo però che le cifre stanziate dal Governo non siano sufficienti e che vadano implementate. Inoltre, dal punto di vista meramente organizzativo, ritengo che si sarebbero dovute diluire maggiormente le scadenze nel tempo, per evitare la “corsa” ai Caf e ai patronati cui stiamo assistendo, resa ancor più complicata dalla pandemia in corso».

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