Politica
29 Gennaio 2026 17:46:11
Aumentano gli atti vandalici in città, ma è davvero colpa di maranza scatenati? [foto I.A.]
Nelle ultime settimane, la città di Asti è stata teatro di una serie di episodi di cronaca che hanno visto come protagonisti giovani e giovanissimi. Dall’imbrattamento del Movicentro, riaperto pochi mesi fa, al caso di uno studente sorpreso a scuola con un coltello a serramanico, fino ai ripetuti atti di vandalismo compiuti in piazza Astesano.
Anche per questi episodi la questione sicurezza è tornata prepotentemente al centro del dibattito politico tra chi accusa "i maranza" di essere responsabili di alcuni di questi casi e chi, invece, chiede di non generalizzare e intervenire nelle politiche giovanili a sostegno dei ragazzi. I consiglieri comunali del Partito Democratico, Michele Miravalle, Luciano Sutera, Maria Ferlisi e Roberto Vercelli, hanno risposto a questa situazione non con l'allarmismo, ma depositando un'interpellanza e lanciando alcune proposte per un "cambio di passo".
Il contesto astigiano si inserisce in un quadro nazionale preoccupante: nel 2024, in Italia, le denunce e gli arresti di minori hanno superato quota 38.000, segnando un aumento del 16% rispetto al 2023 e di circa il 30% rispetto al periodo pre-pandemico. Tuttavia questi dati non vanno letti solo come un’esplosione di violenza, quanto piuttosto il riflesso di fragilità sociali, carenza di presìdi educativi e dinamiche di gruppo che richiedono risposte strutturate e non solo interventi repressivi.
Dal Pd richiamo l'attenzione su piazza Astesano, area centrale a forte passaggio dove si registrano episodi di incuria e danneggiamento. Si parla di cestini rovesciati, addobbi natalizi distrutti e interferenze con le merci esposte dai negozianti. È stato inoltre riferito il consumo di bevande alcoliche da parte di gruppi di ragazzi che manifestano comportamenti poco rispettosi dello spazio pubblico. Sebbene la polizia municipale sia intervenuta, il rischio, secondo il Pd, è che «i controlli rimangano “episodici” se non inseriti in interventi più strutturati».
Per trasformare Asti in un “laboratorio” di politiche efficaci, il Pd ha avanzato quattro pilastri d'azione. Realizzare un nuovo Centro Giovani che colmi il vuoto lasciato dal precedente, chiuso molti anni fa. Si tratterebbe di un luogo aperto e co-gestito, dove i ragazzi possano fare musica e socializzare sotto la guida di educatori. L'attivazione di un "volontariato civico" per coinvolgere i giovani in esperienze di servizio per la città in cambio di agevolazioni per cinema, teatro e impianti sportivi, rafforzando così il senso di appartenenza.
Il terzo punto riguarda l'attuazione della sicurezza integrata. Tramite i fondi già stanziati in bilancio si suggerisce di far collaborare nei quartieri della città la polizia municipale, i servizi sociali, gli educatori e operatori sanitari, garantendo una presa in carico precoce delle fragilità. In ultimo viene chiesto di rafforzare i servizi dell'Asl dedicati agli adolescenti, per la tutela della salute mentale, garantendo percorsi di ascolto direttamente nelle scuole.
Come sottolineato dai consiglieri comunali di minoranza, «non servono allarmismi, ma nemmeno immobilismo. Asti ha bisogno di una strategia che unisca fermezza e prevenzione, regole e opportunità. Il Comune può fare molto».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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