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Olimpiadi

Capitolo finale del "Sogno a Cinque Cerchi" astigiano: storie, medaglie ed emozioni, in attesa di Los Angeles

Capitolo finale del viaggio tra i campioni astigiani: da Atene a Parigi, medaglie e storie di resilienza in vista dei prossimi capitoli da scrivere

Sotero

Alice Sotero, tre volte ai Giochi

Il nostro viaggio tra i campioni astigiani che hanno affrontato i Giochi volge al "capitolo finale", in attesa di avere nuove avventure da raccontare, a partire da Los Angeles.

Luca Garri 2004 Atene: argento nel basket 80 anni dopo il suo bisnonno in gara a Parigi, dietro all'Argentina, un role player dalla carriera longeva, centro dal gancio affidabile, sono le Olimpiadi di Phelps; Quanto amiamo questa medaglia, che vale come l’oro…

Tedoforo dopato. I due velocisti Greci Costas Kenderis e Katerina Thanou simulano un incidente in moto per giustificare la loro assenza ai controlli antidoping, che rimanderanno per giorni. La telenovela non riuscirà ad evitargli la squalifica. Costas Kenderis avrebbe dovuto essere l'ultimo tedoforo, con l'importante compito di accendere il braciere olimpico. Insomma… ancora una volta è stata fatta “luce sul doping”…

Mattia Torchio 2006 Torino: Dall’atletica al bob, era atleta, tigliolese classe 1983, divide il mezzo tra gli altri con Matteo Bertazzo, al fianco del quale vinse in Coppa del Mondo nel 2011, oltre a ottenere un oro e un bronzo tricolore. A Torino 2006 giunge dodicesimo, mentre Giorgio Rocca non riesce a vincere il meritato titolo olimpico. Un peccato non aver ammirato Torchio tra i tedofori astigiani in vista dell'imminente Milano-Cortina.

Il Millenium Bug per fortuna si rivela una bufala (se no non saremmo qui), è il periodo del G8, della nascita di Facebook e Youtube, l’Uragano Katrina distrugge New Orleans, Berlusconi come nel 90’ è ancora in politica, Dan Brown ci fa amare il Codice Da Vinci, gli Oasis litigano (ma con il City che cala il triplete, chissà che non tornino a suonare assieme…), amiamo il teen pop, Britney Spears, Beyonce, diamo l’addio a Syd Barret e a Michael Jackson. Ma tutti ricordiamo il “po po ro po po po po” per la vittoria azzurra ai Mondiali di Berlino

Valentina Truppa 2012 Londra: Bolt è l’icona assoluta di quell’Olimpiade. Valentina dopo aver ottenuto risultati straordinari nel dressage merita giustamente di vivere da protagonista il sogno Olimpico.

Londra 2012 segnò un record di presenze per numero di spettatori: i quasi 9 milioni di biglietti messi a disposizione del pubblico. La Francia era in corsa, e, dopo aver perso Chirac commentò che l’Inghilterra è il posto dove si mangia peggio, scatenando l’ira dei politici british.

Matteo Piano 2016 Rio e Tokyo 2020: argento nella pallavolo e quarti in Giappone, medaglia strameritata, indimenticabile.

Rio Costo complessivo: oltre 10 miliardi di Euro. Il medagliere personale di Michael Phelps batte da solo quello del paese ospitante. L’atleta più giovane è il nepalese Gaurika Singh, 13 anni di età, nuotatrice. Ha salvato la gara domandando via smartphone al coach un nuovo costume, quello che indossava si era strappato poco prima della gara. Il golf torna alle Olimpiadi dopo 112 anni di assenza.

Alice Sotero 2016 Rio, Tokyo 2020, Parigi 2024: i Giochi in Giappone vengonodisputati 2021 per pandemia, dopo il settimo posto in Brasile a Tokyo è quarta, ma vuole comunque applaudire chi sale sul podio nel periodo della pandemia; ci sarà a Parigi 2024 nel pentathlon, gareggiando nonostante un brutto guaio all'occhio che la penalizza. E' la stella assoluta del penttathlon. 

A Tokyo tornano baseball e softball, è un’Olimpiade green. La Russia la grande esclusa per irregolarità ai controlli antidoping.

Abbracciamo papa Francesco Bergoglio, Matera è capitale europea della cultura, Bob Dylan vince il Nobel e ci ricorda come la musica, la poesia, lo sport siano canali fondamentali del sapere



Chi avrebbe meritato: Gulinelli con l'Egitto, che dopo il favoloso percorso con Bebeto ha raggiunto l’Olimpiade ma non ha potuto allenare la squadra a Rio, Alice Franco nel nuoto dopo i tanti trionfi, Antonio Iacocca, padre di Filippo, Piercarlo Molinaris (saltò infatti Monaco 1972 per infortunio, perse in selezione per la miseria di 2 cm la qualificazione a Montreal ’76 (con 7,78) e non ebbe la soddisfazione di partecipare a Mosca 1980); a testa alta … Vivi, vivissimi nello sport nonostante un’avventura sfumata sul più bello.

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