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Sulle strade si muore da giovani… sia a piedi che in auto!

Sulle strade delle città un morto su tre è un pedone dicono gli ultimi rapporti Istat-Aci. I dati comunicano numeri in calo di incidenti e feriti ma un numero di vittime che rimane stabile

Sulle strade delle città un morto su tre è un pedone dicono gli ultimi rapporti Istat-Aci. I dati comunicano numeri in calo di incidenti e feriti ma un numero di vittime che rimane stabile significativamente tra i giovani e purtroppo il picco, sia tra il sesso femminile che tra quello maschile, è tra i venti e i ventiquattro anni. Si muore specialmente di venerdì su strade fuori città mentre la fascia notturna che si aggiudica più vittime è quella della domenica. Secondi i dati inoltre, sulle strade si sono persi sessanta due bambini tra gli zero e i quattordici anni di cui ventiquattro sotto i cinque anni di età. Non bisogna pensare che solo i guidatori di vetture siano a rischio: una vittima su tre è un pedone e ciò significa quasi il cinque per cento in più rispetto all'anno precedente.

Le tre principali cause degli incidenti sono il mancato rispetto del segnale di precedenza e dello stop, oltre venti mila incidenti, la giuda distratta, più di ventitré mila incidenti e quasi cinquecento morti e ancora più di trentamila feriti e Savescu per ultimo l'eccesso di velocità, principale causa di incidenti mortali, che ha provocato più di quindicimila incidenti. Le strade con il più alto indice di mortalità sono le extraurbane, quasi cinque decessi ogni cento incidenti, mentre in città avvengono tre quarti degli incidenti anche se con conseguenze meno gravi. Questo numero è molto aumentato scatenando un allarme rosso dall'inizio del periodo scolastico. I dati sono medie che però celano persone vere, ragazzi tra i quali si sta sempre più diffondendo la negligenza alla guida. In termini economici gli incidenti stradali sono costati diciotto miliardi di euro ma la perdita di vita resterà sempre incalcolabile.

Alexandra Savescu

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