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ARCHITETTURE SOTTILI – Presentazione gruppi di lavoro ed analisi casi-studio #10
Gruppo 10 – Area studio: zona Movicentro, piazzale dei pullman

L’area oggetto di proposta progettuale storicamente era in una zona di ingresso alla città, al confine della seconda cinta muraria di epoca medievale sull’asse dell’attuale corso Savona che

L’area oggetto di proposta progettuale storicamente era in una zona di ingresso alla città, al confine della seconda cinta muraria di epoca medievale sull’asse dell’attuale corso Savona che era, allora come oggi, il collegamento principale con le aree rurali del sud astigiano e con le provincie liguri. Esisteva quindi già ben consolidato il concetto di apertura e di porta, di zona di transizione tra ciò che stava fuori e la ‘città’. Profondi ed importanti sono stati gli stravolgimenti che hanno interessato l’area con l’inaugurazione della stazione ferroviaria nel 1849, demolizione di ampia parte delle mura a sud e apertura di nuovi assi viari, nello stesso periodo Corso Savona era oggetto di transito carraio con aree di stallaggio finale nella zona.

Ad inizio ‘900, l’area dell’attuale movicentro è connaturata da un sistema di interscambio con le tramway monferrine (che collegavano oltre alla città il nord dell’astigiano) oltre ad essere dotata di servizi per i viaggiatori quali deposito biciclette e deposito bagagli.
Nel 1941 viene edificata, sul sedime della precedente, la nuova stazione ferroviaria, mentre nel 1949-50 si costruisce la stazione delle autocorriere, con le caratteristiche pensiline.
Il sito acquisisce la sua conformazione attuale dal 2003, con la demolizione delle vecchie strutture e la costruzione dell’attuale movicentro.

Da una prima analisi del sito abbiamo riscontrato diversi aspetti , positività e criticità che caratterizzano il sito in questione.
Per quanto concerne i punti di forza, possiamo parlare, di un’elevata frequentazione,con un servizio articolato in diciassette linee extraurbane,con un utenza media giornaliera pari a 12.000 passeggeri un’area quindi ‘viva’ come sistema di interscambio e collegamento.

Riguardo alle negatività, ad primo impatto dai sopralluoghi si evince la mancanza di identità del luogo con un’assenza di un disegno urbano appropriato, attraversamenti pedonali, pista ciclabile interrotta a ridosso della stazione ferroviaria e bloccata a metà da auto parcheggiate che non consentono il vero utilizzo. Emerge soprattutto una mancanza di strutture adeguate alle funzioni richieste ovvero le sedute per i fruitori del servizio di trasporto, tettoie di riparo, cestini dell’immondizia a ridosso delle banchine.

L’idea quindi ad una prima analisi è quella di una mancanza di ‘identità’ e di carattere del luogo, identità e caratterizzazione che, mai come oggi, devono essere messe in risalto in quanto un’area di interscambio è, de facto, una porta di accesso e quindi un biglietto da visita per la città.

Chiaramente non si tratta di un’analisi esaustiva che non potrà prescindere, da un lavoro di interviste ai fruitori e da un’analisi più accurata in concomitanza con i principali orari di punta; questa prima parte del lavoro voleva innanzitutto porre l’accento sull’evoluzione storica del sito e, in seconda battuta, fornire a noi progettisti un’impressione a ‘pelle’ delle criticità e delle opportunità che il sito offre.

Il gruppo
Andrea Giaccone
Nasce a Savigliano (Cn) il 08/10/1976. Consegue la laurea in Architettura presso il Politecnico di Torino con una tesi dal titolo “l’Architettura sostenibile nel Sud Ovest degli Stati Uniti”. Nel 2006 partecipa al Corso di perfezionamento post laurea in energetica presso la facoltà di Ingegneria I del politecnico di Torino.
Consegue l’abilitazione professionale per l’esercizio della professione di Architetto nella seconda sessione del 2007. Nel 2010 si iscrive al Corso di perfezionamento in “Habitat, tecnologia e sviluppo” organizzato dal Centro di ricerca e documentazione Tecnologia, Architettura e Città nei Paesi in via di sviluppo”.
Attualmente esercita la professione di Architetto ad Asti.

Paolo Catrambone
Nasce a Torino il 08/05/1990. Nel 2009 si iscrive presso la I facoltà di architettura del Politecnico di Torino dove completala laurea triennale nel dicembre 2012 con la votazione di 108/110, dopo aver trascorso il terzo anno in Spagna presso l'ESARQ di Barcellona nell'ambito di un programma Erasmus. Dal Gennaio al Luglio del 2013 lavora come Intern presso lo studio dell'architetto Goncalo Byrne a Lisbona. A partire dal settembre 2013 è iscritto al programma Master dell'Accademia di Architettura di Mendrisio in Svizzera. Attualmente lavora come Intern presso lo studio Durisch+Nolli Architetti di Lugano, nell'ambito dell'anno di pratica previsto dall'accademia.

Violetta Gambino
Nasce ad Asti il 1/10/91. Nel settembre 2010 si iscrive all'Università di Architettura di Genova, dove vive. Dal 9/2013 al 5/2015 frequenta il I anno del "Master of Architecture" presso la University of Lincoln, Inghilterra. È attualmente iscritta al V anno della laurea Magistrale in Architettura.

Fabio Mendola
Nasce ad Asti il 24/03/1989. Nel settembre del 2009 si iscrive al Politecnico di Torino laureandosi presso la II facoltà di architettura nel corso Pianificazione Territoriale Urbanistica ed Ambientale; dall’ottobre al dicembre del 2012 svolge presso la Provincia di Asti uno stage curriculare. Attualmente collabora in uno studio tecnico di Asti in qualità di disegnatore.

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