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Asti Pride 202214
Attualità
Sociale

A due settimane da Asti Pride, la minoranza interroga l’amministrazione sulla tutela dei diritti dei cittadini Lgbt

Chiamato in causa l’assessore ai Servizi Sociali per capire come mai il Comune non abbia ancora aderito alla Rete Ready, ma non solo

Fra due settimane, sabato 6 luglio, si svolgerà il terzo Asti Pride, ma nell’attesa, considerato che giugno è il mese dell’orgoglio Lgbtqi+, i consiglieri comunali di minoranza Vittoria Briccarello, Mario Malandrone, Mauro Bosia, Gianfranco Miroglio, Roberto Vercelli, Paolo Crivelli, Roberto Migliasso e Valter Saracco hanno presentato un’interrogazione all’assessore ai Servizi Sociali in merito all’impegno dell’amministrazione comunale nella promozione e tutela dei diritti della comunità Lgbt.

Il mese di giugno, noto come Pride Month, rappresenta un’importante ricorrenza internazionale volta a commemorare i moti di Stonewall del 1969 a New York, una rivolta che segnò l’inizio del movimento moderno per i diritti Lgbt. Tuttavia, i consiglieri di minoranza hanno sollevato alcuni interrogativi riguardo l’atteggiamento dell’amministrazione comunale circa l’inclusione, la difesa dei diritti e la prevenzione di ogni atto discriminatorio o di aperta violenza fisica e psicologica contro chiunque appartenga alla comunità arcobaleno. I consiglieri di minoranza chiedono spiegazioni sul perché l’assessorato ai Servizi Sociali, guidato da Eleonora Zollo, inizialmente disponibile e collaborativo, abbia successivamente ritirato il proprio supporto all’adesione alla Rete Ready, un’iniziativa che mira a contrastare le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere.

Viene sollecitata l’apertura di uno sportello dedicato alla prevenzione e al supporto nei casi di omobitransfobia, per fornire assistenza e risposte concrete alle vittime di discriminazione. I consiglieri interrogano inoltre il Comune sulla sua intenzione di promuovere la “carriera alias” nelle scuole, un provvedimento che consente agli studenti transgender di essere riconosciuti con il nome e il genere di elezione, riducendo così episodi di bullismo e discriminazione. Viene chiesto, inoltre, se gli edifici scolastici di Asti che già adottano la carriera alias e pratiche anti-bullismo siano stati consultati per condividere le loro esperienze e le buone pratiche.

I consiglieri domandano inoltre al Comune di fornire dati su eventuali episodi di violenza omobitransfobica registrati e di chiarire le esista una modalità di registrazione di questi casi. Infine, propongonol’istituzione di un tavolo di lavoro costruttivo che coinvolga le associazioni cittadine attive nella difesa dei diritti Lgbt, come Agedo, Amnesty, Asti Pride e Nuovi Diritti, per sviluppare strategie comuni e iniziative di sensibilizzazione.

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