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Ad Asti piazza del Palio diventa blu, ma i campi nomadi hanno pagato 1.925 euro di acqua su 926.000 dovuti

IMU, TARI, multe, l’acqua consumata da sinti e rom: ecco dove l’evasione continua ad essere molto alta

Via libera definitivo al Bilancio di previsione 2023 da parte del Consiglio comunale. Un documento «inemendabile – come dichiarato dal sindaco Rasero – non bello e non piacevole, che però ci permetterà di arrivare al 1° gennaio permettendoci di lavorare. Non c’è niente da raccontare, se non che l’Ente continua a funzionare grazie alla sua approvazione». Ma se l’istituzione del parcheggio blu di piazza del Palio servirebbe a recuperare quei famosi 700.000 euro necessari a tenere i conti in ordine, non si può non evidenziare quanti soldi l’Ente non riesca a incassare tra crediti inesigibili, multe non pagate, tasse evase, etc.. Un problema che l’ex assessore al Bilancio, oggi consigliere delegato, Renato Berzano ha cercato di risolvere, in parte, istituendo un apposito Ufficio Riscossione del Comune.

«Ad oggi ci sono due persone incaricate e formate – spiega – ma l’ufficio ha subito una contrazione dell’attività tra febbraio 2020 e settembre 2021 a causa della pandemia. Il governo aveva infatti sospeso l’emissione delle cartelle e gli accertamenti; poi alla fine del 2021 l’ufficio si è rimesso in moto. È chiaro che il primo anno di lavoro si concluderà il 31 dicembre e i dati definitivi relle riscossioni accertate li avremo nel rendiconto 2022».

Quanto e dove si recupera?

Ma questi recuperi a quanto ammontano e su quali voci? «Da maggio a dicembre 2019, prima che si fermasse per la pandemia, l’ufficio aveva recuperato il 15% dei mancati pagamenti, un dato migliore di quello dell’Agenzia di Riscossione che si attesterebbe sul 10% degli avvisi emessi. I nostri due impiegati si interessano dei mancati versamenti di IMU e TARI svolgendo l’iter completo, dall’avviso di accertamento alla riscossione. Il dato più aggiornato indica che il Comune conta 1,9 milioni di euro di mancato incasso dell’IMU (nel previsionale 2023 si stimano 12 milioni di IMU ndr) e un po’ più di 100.000 euro di TARI (nel Bilancio si prevedono 17 milioni per il 2023).

Le multe evase

IMU e TARI sono i due tributi maggiori per tenere i conti in ordine, ma poi ci sono anche le multe non pagate che continuano a essere una criticità. «Nel 2021 la polizia municipale ha elevato 33.000 multe, di cui 5.980 accertate dagli ausiliari del traffico di Asp per un valore totale di 2.400.000 euro. Sulle multe – precisa Berzano – il 35% dell’importo viene accantonato nei crediti inesigibili perché non viene recuperato». Basta fare due calcoli per capire che su 2.400.000 euro di multe il 35% cuba per 840.000 euro, più dei 700.000 euro che sarebbero garantiti dal nuovo parcheggio blu. «Ad oggi l’Ufficio Riscossione del Comune non si occupa delle multe perché dobbiamo dotarci di un software che si interfacci con l’archivio della polizia municipale, ma si tratta del prossimo step perché in questo caso si potrebbe intervenire con un fermo amministrativo delle auto in caso di insolvenze».

In linea di massima sì, ma come sempre la realtà è più complessa. Non solo perché, come conferma Berzano, «abbiamo casi di persone che non pagano la rimozione dell’auto, magari dopo un divieto di sosta, abbandonandola in deposito a tempo indeterminato», ma il vero problema è che il Comune ha le armi spuntate quando si tratta di recuperare crediti di una certa importanza. «L’Agenzia Riscossione di Equitalia è un’emanazione dell’Agenzia delle Entrate e dà priorità ai debiti erariali con lo Stato, quindi ai crediti europei, poi all’INPS, quindi alle Regioni e infine ai Comuni. L’Agenzia non tratta tutti i crediti allo stato modo, agisce secondo un piano economico e tenendo in conto la probabilità di recupero. Ovviamente i crediti di un Comune, specie di piccoli importi, come nel caso di una multa, non sono così “appetibili”. La cartella esattoriale viene mandata, ma il problema resta il recupero».

Il caso limite dei campi nomadi

E nel mare dell’insolvenza, anche una goccia è importante. Dai campi nomadi, compreso via Guerra, non arrivano buone notizie in tal senso. Le famose bollette dell’acqua non pagate sono più di una goccia di cui il Comune continua a fare a meno date l’insolvenza dei residenti (o ex occupanti) non ancora risolta. I tre campi nomadi devono al Comune 926.000 euro di acqua non pagata (i debiti iniziano dal 2013), «ma ad oggi – precisa Berzano – hanno pagato appena 1.925 euro. Purtroppo il piano di recupero è naufragato».

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3 risposte

  1. E quindi i 700 mila euro che il Comune vorrebbe recuperare attivando gli stalli blu in Piazza del Palio sono legati all’incapacità (o mancanza di voglia) di riscuotere il dovuto. E come al solito la fa franca chi è furbo.

  2. Quindi non solo i roghi ma anche la beffa dell”inesigibilità’ del tributo a carico di certe categorie.
    Ma se tutti facessero così come andrebbe a finire?

  3. Niente di nuovo e non c’è da stupirsi che se per fare cassa dovuto a “deficit gestionali” da parte degli amministratori pubblici si ricorra sempre a tartassare l’automobilista con aumenti o limitazioni dei servizi e quant’altro

I commenti sono chiusi.

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