Viale Partigiani ad Asti
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Due passi nel quartiere

Asti: ecco come viale Partigiani è diventato, tra crisi economica e degrado, il viale “del tramonto”

Tra piazza Lugano e piazza Torino tra serrande abbassate, degrado urbano e l’abbandono di una delle zone archeologiche più belle della città

Ogni vetrina che si spegne lascia un vuoto, non solo economico, che impoverisce il quartiere, ma quando iniziano ad esserci più serrande abbassate che attività aperte, insieme ad una stato di degrado generale che interessa il patrimonio pubblico quanto quello privato, si crea la miscela perfetta per rendere un quartiere poco attrattivo da ogni punto di vista. Se poi, in quella zona, si trova uno dei patrimoni archeologici e monumentali più importanti della città, abbandonato a se stesso, diventa evidente che l’idea della città turistica è ancora molto lontana dal realizzarsi.

Il tratto di viale Partigiani compreso tra piazza Lugano e piazza Torino è uno dei tanti esempi di come la crisi economica post Covid abbia solo accelerato un impoverimento generale iniziato molto tempo prima, nonostante la strada sia sempre stata molto trafficata per la sua posizione strategica a ridosso del centro storico medievale. Ma questo non ha salvato viale Partigiani dal suo destino. Oggi, camminando tra piazza Torino e piazza Lugano, ci sono molti negozi con il cartello affittasi, desolatamente vuoti, alcuni con le serrande abbassate da anni.

Nel corso del recente passato sono stati chiusi un bar ricevitoria, una gastronomia cinese, una videoteca, una polleria, un fiorista, un negozio di informatica e, in questi giorni, un alimentari cui è seguita la chiusura parziale, per protesta contro il “green pass”, del negozio di cornici. Tutte attività, quelle chiuse, che non sono state rimpiazzate lasciando un vuoto enorme nel tessuto economico del quartiere. Una parte di Asti, quella di viale Partigiani, che aveva subito un duro colpo dopo la chiusura dell’ex Maternità, come il trasferimento dell’ospedale aveva destabilizzato tutto il quartiere di corso alla Vittoria. Ma qui l’impoverimento commerciale fa da eco al degrado provocato da una scarsa manutenzione degli arredi urbani, dal classico abbandono di rifiuti lungo i marciapiedi (che sono in condizioni precarie), dalla presenza di siepi brutte a vedersi, quanto tenute male, trasformate, dai soliti ignoti, in orinatoi per cani o in luoghi dove gettare rifiuti, oppure dalla presenza di fermate del bus ridotte ai minimi termini, in parte distrutte, imbrattate e utilizzate come luoghi di bivacco.

Non mancano due palazzi disabitati, uno dei quali con una facciata che ben si intona con il resto del degrado locale, alberi che ormai toccano i balconi degli edifici e c’è anche un new jersey in plastica che ormai fa parte delle brutte attrazioni del luogo. Tutto questo a poche decine di metri da un sito archeologico di straordinaria importanza, le Antiche Mura (XIII secolo) e il Bastione della Maddalena (XVI secolo), quest’ultimo che svetta all’altezza della salita Morra in direzione dei campi da tennis. Un luogo ricco di storia che Asti, “oggi a vocazione turistica”, deve aver deciso di nascondere in tutti i modi possibili sfruttando una vegetazione infestante, cassonetti dei rifiuti e le auto parcheggiate affinché nessuno si accorga di camminare al cospetto di quasi 500 anni di storia. Ma tant’è.

Quello che non passa inosservato è il traffico parassitario che porta gli studenti nelle scuole dislocate in zona, da piazza Lugano a corso Dante, ma anche in via Giobert. Un traffico che crea lunghe code tutti i giorni feriali tra le 7,40 e le 8,10 e tra le 13,20 e le 13,40. Nonostante questo caos, può capitare di imbattersi in turisti che cercano i resti dell’antico bastione di Asti e che non lo trovano, o che decidono di salire lungo la passeggiata delle Antiche Mura dove la situazione è anche più imbarazzante.

Il “brutto” che avvolge l’antico bastione

Provate a immaginare un enorme bastione di difesa che, nel 1500, dominava tutta la zona di viale Partigiani. Il Bastione della Maddalena, opera urbanistica militare di straordinaria importanza per Asti, esiste ancora oggi esattamente dov’era 500 anni fa. Ma solo i più attenti riescono ad intuirne la sua possente struttura che si estende, a forma di cuore, tra il circolo del tennis delle Antiche Mura, la salita Morra e viale Partigiani (nel cortile di un privato, alle spalle di una delle tante attività chiuse da tempo, si vede ancora l’imponenza della fortificazione).

Decenni di incuria hanno fatto sì che il bastione sia ormai sparito sotto a una fitta vegetazione infestante, erbacce, alberi e rami che fuoriescono dal muro o dalla zona dei campi da tennis. Il bastione, che in una qualsiasi città turistica sarebbe un gioiellino archeologico di cui andare fieri, non è solo coperto dalla natura, ma anche dalle auto che parcheggiano lungo la salita Morra, dalla campana del vetro, dove spesso si accumulano rifiuti di ogni genere e da ciò che resta di alcuni arredi urbani o cartelli ormai non più visibili a occhio nudo. Sotto il bastione ci sarebbe anche una rastrelliera per bici, puntualmente ostruita dalle auto in sosta e non mancano le macchine sulla cima della salita Morra, proprio davanti a un cartello di divieto che forse serve a fare ombra.

Se poi si decide di camminare lungo la passeggiata delle Antiche Mura la situazione è sconfortante: sotto le arcate delle fondamenta, oggi a vista, ci sono transenne abbandonate (i resti di un precedente cantiere) coperte da graffiti e dal degrado che insiste lungo le mura. Mattoni per terra dimostrano come le mura si stiano frantumando e ci sono crepe lungo la struttura che potrebbero causare ulteriori danni.

Non mancano palizzate abbattute e resti di bivacchi a definire ciò che dovrebbe essere un luogo turistico, ma che in realtà è un sfregio alla storia di questa città.

[fotogallery Billi e JR]

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2 risposte

  1. Povera Asti! Tutta la città è imbruttita vuoi per la crisi economica vuoi per la scarsa manutenzione. Certo gli Astigiani,alcuni, partecipano al degrado con pocco rispetto per la loro città. In pochi decenni Asti si è trasformata da ridente cittadina di provincia in un centro impoverito,mal frequentato e non amato. Peccato!

  2. Finalmente qualcuno si è accorto del degrado più totale in cui versa viale dei Partigiani, anche se non sono mai mancate le denunce dei cittadini, che però non sono mai state ascoltate da questa amministrazione, spero che adesso incomincino a fare qualcosa perché siamo veramente indignati di questo degrado, senza nulla togliere alle periferie, mi sembra che siamo a due passi dal centro città.

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