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Asti: in via Monsignor Rossi arriverà il doppio senso di marcia regolato da un semaforo?

E' nella bozza del nuovo Piano del Traffico in discussione nelle commissioni consiliari - Malandrone, ironico: "Le code che si creeranno potrebbero stimolare il commercio"

Piano del Traffico: in via Monsignor Rossi l’ipotesi di un doppio senso di marcia (con semaforo) che fa discutere

In questi giorni è al vaglio delle commissioni congiunte la bozza del nuovo Piano del Traffico che sarà poi oggetto di osservazioni da parte dei cittadini, quindi passerà in Giunta per poi essere discusso in Consiglio comunale prima della sua definitiva approvazione.

Ma già qualcosa è emerso dalle tavole inserite nella bozza, come l’ipotesi di istituire il doppio senso di marcia in via Monsignor Rossi regolamentato da un doppio semaforo. Il motivo è presto detto: il Piano implementerà la ZTL come mai prima d’ora e buona parte del centro storico sarà chiuso al traffico. Buona parte, ma non piazza Roma che, secondo l’ipotesi della Piano, resterà un parcheggio per le auto.

Però, chiuso al traffico corso Alfieri davanti a polo museale di Palazzo Mazzetti e non potendo sfruttare via Balbo per ragioni logistiche, l’unico accesso all’area di sosta resterebbe via Monsignor Rossi, oggi a senso unico.

Se nulla cambierà, verranno installati due semafori alle estremità della via che regolamenteranno il transito dei veicoli in un senso e nell’altro garantendo l’accesso al parcheggio.

Un’ipotesi che, però, dovrà tenere conto dei due passi carrabili (uno dei quali del Vescovado) presenti in via Rossi e per i quali bisognerà installare un dispositivo che indichi da che parte uscire con l’auto, a seconda del semaforo in funzione.

Malandrone: “Le code al semaforo potranno generare nuovi stimoli per il commercio”

Il primo a intervenire, non senza ironia, sull’ipotesi del doppio semaforo in via Rossi è il consigliere comunale Mario Malandrone (Ambiente Asti).

“E così il semaforo apparirà in piazza Catena a fronte della colonna del Crocifisso (di San Sisto in onore della chiesa che nasceva lì). Si dice che ai piedi di tale colonna si bruciassero gli strumenti dei supplizi. – spiega Malandrone – E così a fronte di questa colonna, che mi ispira misteri, sorgerà un oggetto di modernariato: il semaforo. Gli automobilisti in coda potranno quindi farsi avvolgere da due misteri, quello storico e quello moderno. Un semaforo? Si chiederanno: “Cosa c’è dall’altra parte del semaforo?” “Ci sarà un parcheggio libero?” Le code che si svilupperanno potranno generare nuovi stimoli al commercio: i bar potranno organizzare un Coffee Drive, i banchi della frutta un “Green drive” consegnando direttamente agli automobilisti, sottoposti al supplizio del semaforo, prodotti freschi. In epoca di nuova pandemia le code potranno essere usate per un sondaggio epidemiologico di massa con tamponi volanti. Così via Monsignor Rossi, a due corsie alternate, potrà permettere agli automobilisti di accedere alla zona museale, arrivare a due passi della Fondazione, svoltare e usare ancora il monumento all’Unità di Italia, al Risorgimento come rotonda”.

Certo, a fianco del più importate museo della città, Palazzo Mazzetti, sotto la torre Comentina risalente al XIII secolo, l’idea di mantenere un parcheggio facendo passere centinaia di auto al giorno in una strada larga pochi metri e vicino ai giardini Alganon non sembra un’idea particolarmente “green”, ma il sindaco Maurizio Rasero replica “che il Piano è aperto a tutte le ipotesi, nulla è deciso, e verrà portato in autunno in Consiglio comunale”.

Da anni ci sono associazioni che chiedono di pedonalizzare la piazza e, in tempi di Covid, c’è chi suggerisce di chiuderla per creare posteggi dedicati alle biciclette.

Intanto, entro la fine di giugno, cambierà la viabilità in piazza Alfieri dove sono in corso i lavori di realizzazione delle rotonde necessarie all’istituzione del doppio senso di marcia sul lato dei portici Pogliani così da liberare il lato dei portici Anfossi che diventerà ZTL e isola pedonale. Confermata, invece, la presenza del parcheggio sulla piazza dov’è ormai tramontata l’ipotesi di scavare un parcheggio interrato.

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