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Il caso

Asti: terzo round sull’Asp tra Uniti si può e l’assessore Renato Berzano

La lista di opposizione torna ad attaccare l’amministrazione per ciò che succederà in futuro ai servizi della multiutility, ma la replica non manca: «Una mentalità veterocomunista ormai fuori dal tempo»

Terzo round nel match sull’Asp che vede contrapposti la lista Uniti si può e l’assessore alle partecipate Renato Berzano. L’ultimo scontro è iniziato durante la commissione consiliare sulle partecipate dove il futuro dell’Asp, i nuovi Patti parasociali, il Piano industriale e gli intenti sulla multiutility sono stati al centro della contesa.

«Come avevamo ampiamente previsto e scritto nel nostro “Libro Bianco” sulla privatizzazione dell’Asp, con ogni probabilità sarà la prossima amministrazione, dopo la necessaria e indispensabile discussione in Consiglio comunale, a definire questa complessa e decisiva partita per la città – raccontano i consiglieri Michele Anselmo e Mauro Bosia – È quanto si può dedurre dalla commissione sulle partecipate al netto delle affermazioni dell’assessore Berzano che ha ribadito, senza far trasparire molta convinzione, di voler portare questa pratica entro la scadenza di questa consiliatura. D’altro canto non è amministrativamente pensabile che una problematica che la Giunta Rasero ha trascinato per tutta la durata amministrativa si possa concludere con una commissione e un paio di sedute del Consiglio a due mesi dalle elezioni. La Giunta Rasero deve chiudere, prima della fine del mandato, parecchie pratiche amministrative di non poco conto come ad esempio il bilancio consuntivo».

Uniti si può evidenzia come Berzano abbia «ribadito che la pratica, dopo gli accordi raggiunti con il socio di minoranza di Asp, è blindata e quindi il Consiglio non potrà esercitare le proprie prerogative di legge: fornire indirizzi e modificare la pratica, in qualche sua parte, al fine di migliorarla a favore dei cittadini e degli interessi organizzati della città». Confermato anche il fatto che, in futuro, diversi servizi oggi gestiti dall’Asp saranno messi a gara attraverso gli Ambiti territoriali: «Un Ambito territoriale per i trasporti, uno per l’Igiene Urbana, uno per l’acqua – sottolineano Bosia e Anselmo – Noi pensiamo, invece, che Asti possa governare autonomamente i propri servizi e che anzi debba poter concorrere e potenziarsi per gestire i servizi fuori dal suo territorio».

L’assessore Renato Berzano

Ma anche questa volta l’assessore Berzano non si tira indietro e segna una linea di confine per rimarcare quanto già detto e ripetuto non solo in commissione.

«Non c’è verso di far capire a Bosia e Anselmo che per l’affidamento di alcuni servizi pubblici, come nel caso di quelli gestiti dall’Asp, è cambiata la normativa nazionale, le leggi cui anche il Comune e l’Asp devono adeguarsi – risponde l’assessore – Il Comune non è un feudo indipendente che può infischiarsene delle leggi e fare ciò che vuole, non funziona così. La normativa prevede che, in futuro, dovranno essere gli Ambiti a gestire i contratti sul trasporto pubblico; ugualmente succederà per la raccolta rifiuti e i servizi idrici. Il nostro lavoro – sottolinea Berzano – ha permesso di risolvere una serie di problemi che avrebbero potuto non solo paralizzare i servizi di questa città, ma anche trascinare il Comune in cause lunghe e costose per non parlare del rischio di dover pagare al socio privato indennizzi milionari per progetti mai realizzati nonostante il Consiglio comunale avesse dato parere favorevole, ad esempio il teleriscaldamento».

«Abbiamo messo in sicurezza l’Asp fino al 31 dicembre 2027 – conclude Berzano – Ora bisogna lavorare per pensare ad un futuro diverso creando strutture più grandi che possano partecipare alle gare degli Ambiti. Però, parlare di rimunicipalizzazione dei servizi denota non solo una certa conoscenza superficiale di come funzionano gli appalti pubblici, ma anche una mentalità veterocomunista ormai fuori dal tempo».

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