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Cresce l’attesa per il Festival delle Sagre di Asti

Menù invariato, ma i dolci costeranno di più - Al Villaggio gastronomico solo vini doc e docg

Tante le novità che caratterizzeranno la 46.ma edizione

Quella più importante è il giro di vite sulla qualità del vino che viene servito in piazza in abbinamento ai piatti (ricordiamo che non è possibile ricevere il solo bicchiere). Negli anni passati erano state sollevate delle critiche da parte del pubblico e la stessa giuria incaricata di verificare anche questo aspetto aveva avuto degli appunti da fare alle pro loco.

«Il Festival delle Sagre è una manifestazione bellissima con un’altissima qualità del cibo servito – ha spiegato il direttore della Camera di Commercio di Asti, Roberta Panzeri – Così merita che anche il vino si adegui agli stessi standard alti: in piazza, sabato 7 e domenica 8 settembre, sarà servito solo vino doc o docg».

Questo comporterà un ritocco all’insù del prezzo del bicchiere, ma ne guadagnerà ancor di più la soddisfazione di chi lo accompagnerà al piatto.

Ogni pro loco sceglierà la doc o la docg da servire anche in abbinamento al piatto proposto.

I dolci costeranno di più

E quello sul bicchiere di vino non sarà l’unico ritocco di prezzo. Per venire incontro all’aumento dei costi sostenuti dalle  pro loco, gli organizzatori del Festival hanno acconsentito all’aumento, per numerose di esse, del prezzo del dolce che passa dagli attuali 1,70-1,80 euro a 2 euro tondi tondi. Ritocco anche per le uova al tegamino con tartufo di Montiglio che passano a 4,50 euro alla porzione, aumento minimo di 10 centesimi per la Belecauda di Nizza e si passa a 4 euro a porzione per la salsiccia alla Barbera presentata da San Damiano.

Invariato il menù “dell’abbuffata”

Quello che rimane pressochè invariato è invece il lungo menù “alla carta” del villaggio gastronomico più grande d’Italia. Unica piccola modifica è quella apportata da Castellero che al posto dei “fundent” porta i biscotti del parroco alle nocciole. D’altra parte, la lista dei piatti di oggi è frutto di anni scelte e selezioni su cosa portare in piazza che rappresenti maggiormente l’astigianità, sotto uno stretto controllo di Edoardo Cotto, responsabile della cucina del Festival e dunque il margine di cambiamento è molto stretto. Al massimo servirebbero dei piatti in più, quelli che oggi non sono rappresentati in piazza.

Imponente sarà anche l’impegno della Camera di Commercio sul fronte della sicurezza della manifestazione, sia per evitare “incursioni” esterne (in ottemperanza al Decreto Gabrielli) sia per garantire eventuali interventi di soccorso molto celermente nell’area interna del villaggio. Per questo motivo, oltre agli accorgimenti già “ereditati” dagli scorsi anni, per questa edizione sarà incrementato il numero di steward addetti alla sicurezza e la grande piazza interna sulla quale si affacciano tutti gli stand sarà ripartita in sottoaree e in “corridoi” dipinti a terra per agevolare i flussi di soccorso in caso di bisogno.

Sette nuovi temi alla sfilata

Che la provincia di Asti sia profondamente legata alla sua manifestazione più bella e conosciuta lo dimostrano, più che le parole, i fatti. Quest’anno, nonostante le difficoltà nella preparazione della sfilata e del reperimento di volontari e figuranti, sono ben sette le pro loco che hanno scelto di abbandonare i temi portati fino all’anno scorso per cimentarsi in nuove rievocazioni del passato. E questo rende loro un grandissimo onore perché contribuiscono a non rendere mai uguale il corteo, con grande ringraziamento del pubblico. Le pro loco coraggiose e fantasiose sono quelle di Antignano, Cortazzone, Costigliole, Moncalvo, Rocchetta Tanaro, Viarigi e Villanova, quasi tutte con temi mai allestiti prima e per i quali vi è molta curiosità.

+++ DOSSIER FESTIVAL DELLE SAGRE 2019 +++

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