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Attualità

Fondazione FS, da marzo 2021 da Asti ad Alba con i treni storici per un turismo slow

Lo staff dei tecnici di RFI e il Direttore Generale della Fondazione FS hanno effettuato martedì un sopralluogo fino alla stazione di Alba

Sopralluogo tecnico di RFI e Fondazione FS

«Una linea ferroviaria di pregio, che regala la vista su un paesaggio mozzafiato, tra i vigneti e gli scorci sul Tanaro». È l’impressione del territorio, visto da una prospettiva del tutto particolare, quella della linea ferroviaria Asti-Alba, che in molti tratti non “segue” il percorso stradale, avuta dallo staff tecnico di RFI che martedì ha effettuato un sopralluogo sul tratto ferroviario. Coadiuvato da Dirigenti e Quadri della Direzione Territoriale Produzione di Torino di RFI, era presente all’importante sopralluogo il Direttore Generale della Fondazione FS, l’ingegner Luigi Francesco Cantamessa Armati. A richiedere la visita a RFI era stata proprio la Fondazione FS, ente che opera per valorizzare e preservare il patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale delle Ferrovie italiane e che, già dal 2018, ha promosso la riapertura in chiave turistica della tratta tra Neive e Nizza Monferrato e tra Asti e Castagnole delle Lanze. Abbiamo raggiunto il gruppo di lavoro alla stazione di Neive, paese confinante con Castagnole Lanze, e il Direttore Cantamessa ha annunciato importanti novità per la linea ferroviaria, “sospesa” da diversi anni, ma riaperta al passaggio dei treni storici a fini turistici. Proprio domenica scorsa 200 persone hanno raggiunto Castagnole Lanze a bordo del “Treno del Barbera” per una visita al paese, con il suo centro storico e le sue ricchezze enogastronomiche.

L’annuncio della riapertura

Il sopralluogo tecnico, secondo quanto è stato spiegato, ha riguardato in modo particolare «il tratto tra le stazioni di Alba e Neive sulla linea Alessandria – Cavallermaggiore, chiusa al transito dei treni regionali dal 2010 a seguito di alcuni movimenti franosi che hanno interessato i dintorni della galleria “Ghersi”». A bordo di un apposito “carrello” per la prima volta il tratto tra Neive e Alba è stato nuovamente percorso. «Gli esiti del sopralluogo odierno sono soddisfacenti e l’operato di RFI ha garantito un ottimo lavoro di mantenimento della linea: posso annunciare che a partire dal marzo 2021 la linea ferroviaria potrà essere regolarmente percorsa dai treni storici, attraverso un programma strutturato che rappresenterà un’offerta turistica importante per questi territori», ha annunciato il Direttore Generale Cantamessa. «Il passaggio dei treni storici potrebbe riguardare non più solo eventi isolati, ma ogni weekend potremo avere convogli per i turisti che percorrono lo spettacolare territorio compreso tra Asti e Alba», ha aggiunto l’ingegner Cantamessa.
Riguardo a progetti di piste ciclabili al posto della ferrovia, ha risposto il Direttore della Fondazione FS: «Non vogliamo sentir parlare di piste ciclabili su questa linea e ci opporremo a progetti in tal senso. Ricordo che la linea, risalente al 1800 e tutelata, è “in sospensione”, ma “in esercizio”; e lo scopo della Fondazione è quello di interrompere tale sospensione. Attraverso anche le risorse del Ricovery Fund si potrà aprire ai viaggi turistici anche in ogni weekend. Si tratterà di un turismo slow, attraverso una riapertura della linea da Asti ad Alba in maniera dolce, sostenibile, che rappresenterà per le comunità del territorio una risorsa importante in chiave turistica».

La galleria Ghersi

Il treno storico aveva già fatto tappa a Neive nell’ambito del programma di eventi dei due anni passati. La riapertura della ferrovia in direzione di Alba consentirà di apprezzare splendidi scorci tra i vigneti e il fiume nel percorso che, dopo Neive, prosegue per Barbaresco e poi Alba, percorrendo quattro gallerie: la Ghersi, lunga poco più di un chilometro, la Rabaglià, la Rinaldi e la Como.
E per accogliere al meglio i turisti saranno disponibili appositi carri per il trasporto delle biciclette, ottenuti dagli ex carri postali, e carri bagagli, da impiegare senza sovrattasse, per depositare eventuali acquisti effettuati nelle tappe del viaggio.
Ascoltando le parole del Direttore della Fondazione, il pensiero è andato ovviamente alla speranza che molti cittadini della zona (studenti e lavoratori) ancora nutrono di poter tornare a viaggiare in treno. Abbiamo chiesto se, da un punto di vista tecnico, la ferrovia potrebbe accogliere i convogli dei pendolari: «Certamente, la linea è assolutamente adatta per i treni storici così come per convogli per il trasporto quotidiano di persone, ma anche per il trasporto merci».
«In questo momento siamo soli nel progetto di riapertura della linea – ha sottolineato il Direttore Cantamessa – Speriamo di poter avere l’appoggio della Regione. Ho incontrato nei giorni scorsi il vicepresidente Fabio Carosso e il dialogo mi è sembrato molto positivo».

Marta Martiner T.

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Una risposta

  1. l ripristino turistico, peraltro eseguibile con poca spesa è il gesto con il quale l’illustre Collega Comm. Ing. Cantamessa ha voluto esporsi non poco e mettere, finalmente, in chiaro che tutte quelle spese dichiarate, via via lievitate nel corso del tempo, erano una motivazione farisaica per lasciare la linea sospesa sine die e, con questo sistema, foraggiare tutto quanto ruoti intorno al mondo della gomma. A tutto questo, si deve aggiungere la smania Torinocentrica, per cui la mobilità deve essere garantita a condizione che un capolinea del viaggio sia sotto la Mole e, pertanto, spostarsi da Cuneo ad Asti od Alessandria, così come da Asti ed Alessandria a Vercelli o Novara non è considerata benché minimamente. Con i circa sessanta milioni paventati per bloccare definitivamente le popolazioni, si sarebbe potuto realizzare una nuova tratta Alba – Neive, a doppio binario ed elettrificata, il che non sarebbe affatto fuori luogo. Anche limitando l’analisi ad un servizio turistico, il ripristino tra Neive ed Alba rende possibile l’effettuazione di treni Genova – Alba per le manifestazioni del prossimo anno.
    Occorre battere affinché la tratta compresa tra Asti e Chivasso, vittima del vandalismo più che del degrado naturale, sia riattivata nella sua interezza, per il suo ruolo nel trasporto locale, ma anche di più ampio respiro, poiché è stata appositamente realizzata quale tassello dell’itinerario Genova – Aosta via Acqui Terme – Asti.

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