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Quaglia: «Le criticità dell’ospedale di Asti sono reali o inventate?»

La consigliera comunale interpella l’Asl su 118, personale, sulle lunghe attese e su altri temi di interesse generale

Sono nuovamente la sanità, le sue problematiche territoriali e i timori per quello che potrebbe succedere nel “dopo Covid” i temi di un nuovo intervento pubblico della consigliera comunale Angela Quaglia (CambiAMO Asti). Quest’ultima, che insieme agli altri colleghi dell’opposizione ha più volte chiesto all’amministrazione Rasero di essere più attenta alle criticità dell’ospedale di Asti, è tornata a parlare di ospedale in una lettera indirizzata al direttore generale dell’Asl AT Flavio Boraso e all’assessore Mariangela Cotto che ha una delega speciale proprio alla Sanità.

Tante le questioni toccate dalla consigliera che chiede di essere rassicurata sul fatto che si stiano prendendo i dovuti provvedimenti o, al contrario, che le criticità sollevate non siano vere, quindi che tutto vada bene.

Il primo punto sollevato da Quaglia riguarda le ambulanze medicalizzate. «Tutti sanno che in caso di grave malore arriva in soccorso un’ambulanza con il medico a bordo. Abbiamo appreso che il sud della provincia ne è dotato e di questo siamo contenti. Ciò che ci preoccupa – spiega – è la disponibilità di una sola ambulanza medicalizzata per la città di Asti e il nord della provincia. A noi sembra una sottovalutazione del rischio. Se ci fosse un’emergenza a Cocconato e una in contemporanea ad Asti città come si potrebbe procedere? Oltre alla distanza chilometrica riteniamo sia necessario tener conto anche del numero degli abitanti: è sulla percentuale che normalmente si impostano i servizi di emergenza».

La consigliera Angela Quaglia

C’è poi la questione del personale ospedaliero «Ci risulta che a qualche anno di distanza dal pensionamento del primario di Medicina non sia ancora stato individuato il sostituto. Pur valutando molto positivamente l’abnegazione e la competenza professionale dei medici e degli infermieri riteniamo che sia giunto il momento di procedere con la copertura dei posti vacanti anche al fine di non sovraccaricare in eccesso il personale rimasto». Da qui una domanda per Boraso e Cotto: «È vero che, per far fronte alle carenze di organico, venga chiesta ai medici in pensione la disponibilità a svolgere comunque attività ospedaliera?»

Quaglia parla poi delle attese per gli interventi chirurgici programmabili, «ma con tempi molto lunghi». «Ci risulta, infatti, che la motivazione (delle attese ndr) sia la carenza di anestesisti e che tali professionisti vengano chiamati di volta in volta a seconda delle necessità: non sarebbe più opportuno – domanda Quaglia – e più economico, procedere con assunzioni definitive?»

Non mancano poi domande sul personale dell’Asl AT non vaccinato nonostante l’obbligo di legge. «Presumiamo che anche ad Asti, come è successo in altre strutture sanitarie, non tutti abbiano aderito alla vaccinazione e che, pertanto, debbano essere allontanati dal servizio. Abbiamo dei casi anche in ospedale? Quanti, tra medici e infermieri? Sono stati coperti i vuoti lasciati da queste persone?»

Infine la consigliera solleva una questione di appeal del nostro ospedale, unico grande presidio sanitario della provincia. «Le notizie che abbiamo raccolto ci indicano che non c’è grande interesse, tra i professionisti del settore sanitario, per il nostro presidio. Ci chiediamo come mai e se la mancanza di programmazione, la carenza di strumentazioni e la non chiara visione del ruolo del Cardinal Massaia possa essere la causa di questo lento ma progressivo impoverimento». «I cittadini – conclude Quaglia – si sono già mobilitati anni fa contro l’ipotesi di ridimensionamento dei servizi ospedalieri e sono disposti a ricominciare da capo perché la salute è veramente il bene più prezioso».

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3 risposte

  1. Buongiorno,io ho mio figlio che deve fare un piccolo intervento ad un dito del piede cosa di neanche mezz’ora ed è più di un anno che lo fanno attendere e tribolare vi pare giusto,mentre io ho un problema di respiro mancanza di fiato mi è stato dianiosticato una bronchite cronica ostruttiva ho passato tutto quest’anno a fare visite su visite ma una soluzione chiara con una cura seria non mi è stata data sono ancora tale e quale a prima,cosa devo fare incominciare con le denuncia per malasanità?il personale poi non è molto educato ed è menefreghista non tutti per fortuna.

  2. L’impoverimento della struttura di servizi e delle risorse umane ridotte ai minimi termini e non solo di infermieri o medici che sono cmq sempre menzionati, ma la diagnostica che è sempre prima della cura è il primo step essenziale per la rivalutazione del cardinal massaja. Tecnici di laboratorio, di radiologia e tecnici di altri servizi essenziali e i medici di appartenza ai servizi sono necessari per la ripartenza per la rivalutazione del nostro presidio ospedaliero.

  3. Il problema relativo agli anestesisti non è soltanto locale, ma è ormai evidente in tutta Italia.
    Il punto è che il numero di specializzati in Anestesia & Rianimazione è insufficiente perchè i test da superare per l’ingresso in Specialità sono a numero chiuso, così come già in precedenza per iscriversi alla Facoltà di Medicina & Chirurgia.
    Inoltre buona parte dei neolaureati oggigiorno prediligono specialità meno impegnative, meno onerose, più remunerative e meno a “rischio denuncia”.
    Di conseguenza quando i medici “vecchi” riescono ad andare in pensione vengono a mancare le unità indispensabili per legge a coprire i turni e tutte le altre incombenze sanitarie che anche le emergenze straordinarie (Covid) richiedono.

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