La Nuova Provincia > Attualità > Sono ufficialmente nate le “Sardine” astigiane
AttualitàAsti -

Sono ufficialmente nate le “Sardine” astigiane

Gruppo trasversale contro le politiche urlate, l'odio, l'intolleranza verso il prossimo e per riscoprire i più alti valori della politica

Ad Asti oltre 750 Sardine unite dall’antifascismo

Oltre 960 adesioni sul gruppo Facebook “privato” (cui si può accedere chiedendo l’iscrizione con un click) hanno ufficializzato l’ingresso di Asti nella rete delle “6000 Sardine”. Si tratta del movimento della società civile nato a Bologna per dire no alle politiche della Lega e in particolare dell’ex vice premier Matteo Salvini.

Ciò che quattro ragazzi bolognesi hanno creato da un giorno all’altro sotto il simbolo delle sardine (pesci piccoli, da soli, ma che in gruppo possono far valere il loro “peso”) è diventato un movimento nazionale che sta unendo nord e sud «in contrasto al clima di odio e intolleranza – si legge sul gruppo Facebook di Asti – che si è instaurato in questi ultimi anni».

Il vademecum dei valori

Per diventare una Sardina occorre riconoscersi nei principi della Carta Costituzionale, in primis dell’antifascismo, ma anche rifiutare ogni azione o linguaggio di razzismo, xenofobia, bullismo, omofobia, etc. verso chiunque. Le Sardine sono politiche, ma apartitiche e all’interno della rete è possibile parlare di temi di attualità, criticare scelte politiche, condividerle, ma sempre nel rispetto degli altri e mai con toni minacciosi o con aggressioni verbali. Chi non rispetta il vademecum viene messo alla porta anche se, come spiega l’amministratore del nodo di Asti Marco Perello, 56 anni, «non c’è una selezione per entrare nel gruppo, ma l’importante è attenersi alle regole che ci siamo dati».

Parla il coordinatore cittadino

Perello, originario di Torino, da 10 anni dipendente della Comdata e oggi residente in città, è stato tra i primi ad aderire alle Sardine di Torino condividendone i valori di base. «Personalmente sono contro a ogni forma di discriminazione, sono per la solidarietà, per lo ius soli e in favore di una politica che rispecchi il più alto senso del termine nel rispetto dell’inclusione e della correttezza». L’amministratore, che rivendica la sua estrazione «di sinistra», invita tutti gli astigiani che condividono l’antifascismo e il rispetto del prossimo ad aderire al gruppo puntando a raggiungere, così, il fatico numero di 6.000 iscritti per poi scendere in piazza anche ad Asti. «Adesso ci conteremo e parteciperemo alla manifestazione in programma a Torino il prossimo 10 dicembre – spiega – Chiaramente non vogliamo che questo gruppo venga strumentalizzato in alcun modo da parte di nessun partito».

Un plauso alle politiche sociali di Rasero

L’amministratore del gruppo astigiano spezza una lancia anche in favore del sindaco di Asti Maurizio Rasero e sulle politiche sociali portate avanti dalla sua amministrazione. «Personalmente ritengo che Rasero sia un esempio di come si amministri una città sotto l’aspetto del sociale, della solidarietà e dell’inclusione». Non è la prima volta che Rasero, alla guida di un’amministrazione di centrodestra, riceve un plauso da gruppi oggettivamente più vicini agli ambienti di sinistra. E’ successo con la CGIL quando disse sì all’Asti Pride; più di recente quando ha deciso, su suggerimento della consigliera Motta (Italia Viva) di concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre e oggi incassa un nuovo apprezzamento, pur a titolo personale, di uno dei referenti delle 6.000 Sardine. Un endorsement in suo favore che al sindaco potrà far piacere, forse un po’ meno agli esponenti della Lega che ne sostengono l’operato e a cui le “Sardine” rischiano di andare di traverso.

Un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente