Ivan Scalfarotto ad Asti - Ago2
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Terzo polo, ad Asti Scalfarotto rilancia l’agenda Draghi: «Siamo progressisti, pragmatici e riformisti»

Il sottosegretario ha incontrato i giornalisti commentando i temi caldi della campagna elettorale prima di incontrare il sindaco Rasero

Il sottosegretario al Ministero dell’Interno, esponente del terzo polo, Ivan Scalfarotto (Italia Viva) è stato ad Asti e in alcune zone della provincia per vari incontri legati alla campagna elettorale. Mercoledì ha incontrato i giornalisti al caffè Garibaldi di Asti, per poi raggiungere il municipio dove ha avuto modo di salutare il sindaco di Asti Maurizio Rasero. Scalfarotto è candidato al Senato nel collegio proporzionale del Piemonte 2.

Tanti i temi toccati durante l’incontro con la stampa locale nel quale hanno partecipato anche le candidate del terzo polo, Barbara Baino e Francesca Bassa. Temi come la guerra in Ucraina che anche l’ex ministro Paolo Ferrero ha commentato durante il suo passaggio alla Casa del Popolo invocando un’immediata trattativa con la Russia perché, ha detto Ferrero, «è demente l’idea di vincere una guerra contro chi ha duemila missili nucleari». Così risponde Scalfarotto: «Per cortesia. Noi siamo fieri membri fondatori dell’Unione Europa, siamo saldamente nell’Alleanza Atlantica, siamo amici degli Stati Uniti e dalla parte del diritto internazionale e ogni qualvolta un Paese aggredirà un altro Paese, democratico, pacifico e vicino, noi saremo sempre, sempre, sempre dalla parte dell’aggredito, senza tentennamenti. La Russia è dalla parte del torto e bisognerà che lo capisca. Che capisca che dopo la Crimea, la Georgia e l’Ucraina non c’è altro. Se si consente a un Paese di aggredire i suoi vicini senza reagire è chiaro che ci sarà sempre un ulteriore passo».

Per il dopo elezioni, la volontà di riproporre Draghi a capo dell’esecutivo è già stata caldeggiata dal terzo polo. «Ma il nostro è un progetto politico che va ben oltre le elezioni. Con un PD che si sposta sempre più a sinistra, noi invece siamo progressisti, pragmatici e riformisti. In questa fase storica aver rinunciato a Draghi è stata una sciagura: se penso a un governo Draghi mi sento sicuro, se penso a un governo Meloni, no».

Che il terzo polo sia favorevole a un eventuale “Draghi” bis, nel caso il centrodestra non riuscisse ad ottenere sufficientemente voti da varare un suo esecutivo politico, è noto; ma questo non significherebbero ancora una volta, delegare ad un tecnico un ruolo prettamente politico? «Abbiamo dato la patente di  politico a un signore che ha presieduto due governi di impronta completamente opposta e che non era mai entrato in Parlamento (Giuseppe Conte ndr) – replica Scalfarotto – Lui si è dato il cappello di politico, mentre Mario Draghi ha sicuramente un grande bagaglio tecnico, ma la politica non è solo quella di partito. Draghi per la sua storia personale, quando con poche parole ha fermato la speculazione sull’Euro, ha preso una posizione politica che ha avuto un impatto nettissimo sulla storia d’Europa. Non è un uomo di partito, ma il suo governo ha fatto politica».

Per Scalfarotto Enrico Letta sta sbagliando l’impostazione della sua campagna elettorale di opposizione alla destra. «Non ha precedenti in Italia e all’Estero che un segretario di partito, a 20 giorni dalle elezioni, comunichi “coram populo” che le ha perse. Mai visto prima. Letta ha detto ai suoi elettori che l’obiettivo principale è perdere il meno possibile, ma non ci si può stupire se si perdano le elezioni quando si danno messaggi di questo genere. Forse, se cominciasse a fare proposte che convincano gli elettori a votarlo e non sulla limitazione del danno, potrebbe otterrebbe risultati migliori».

Scalfarotto ha anche incontrato il presidente del Consiglio comunale Federico Garrone, il prefetto di Asti Claudio Ventrice e il questore Sebastiano Salvo.

[foto Ago]

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